Il Lecco sprofonda ad Ascoli ed ora
per la Serie C manca solo la matematica

La squadra di Aglietti passa in vantaggio su rigore ma poi subisce quattro gol. Ed ora l’addio alla B è davvero a un passo nonostante manchino ancora otto giornate alla conclusione del campionato

Ora manca solo la matematica. Ma il titolo è, purtroppo, già pronto: “Serie B, Bye Bye”. Le quattro pappine che l’Ascoli commina al Lecco sono il “de profundis” di una squadra capace di lottare solo per 66’ minuti, fino al colpo di testa di Guglielmotti che sfiora il pareggio. Prima, la solita squadra volonterosa, ma sbalestrata. E dire che c’era stata l’occasione per provarci davvero a vincerlo, questo scontro diretto: rigore per il Lecco al 10’ con sospetto rosso non dato a Zedadka che lascia il braccio larghissimo e pare farlo volontariamente, sul colpo di testa di Capradossi. Sembra mettersi bene. Il Lecco potrebbe arroccarsi e difendersi per poi ripartire.

Macchè: dopo due minuti dal vantaggio, al 14’, Ierardi commette netto fallo di rigore su Rodriguez e ristabilisce la parità. Ma come si fa? Gol preso quasi in contropiede, con errore di Capradossi prima e di Ierardi dopo. Il manifesto di una difesa confusa, senza certezze, sempre in affanno. Un disastro insomma. Perché poi su un pallone che Masini poteva solo perdere a fondo campo vanno in due, Lemmens e Capradossi e, con la complicità colpevole dell’arbitro (se quello è un rigore, al di là del tocchetto di Capradossi), commettono il delitto perfetto: 2 a 1 per l’Ascoli.

È l’emblema di un campionato che, nel girone di ritorno sta trasformandosi in agonia. I tifosi, numerosi anche ieri al “Del Duca” hanno invocato rispetto. Ma quando si commettono tanti errori, pur mettendoci sudore e sacrificio in campo (almeno quello fino al 66’ c’è stato), come si fa a stare in serie B? La peggior difesa del campionato si avvia mestamente a una retrocessione senza dignità perché mai messa in discussione, dalla prima di ritorno in poi. Anche ieri tanta buona volontà e un po’ di cattiveria, sommerse da una marea di errori piccoli e grandi che, ancora una volta, hanno condannato il Lecco.

La B è oramai alle spalle, a otto giornate dalla fine. Si potrebbe sperare ancora nel miracolo solo se si pensasse che la sequela di vere e proprie castronerie di ieri sia stata causata da pura sfortuna. Purtroppo non è così. Gli errori blucelesti sono scientifici, soprattutto in difesa. E davanti fare gol appare uno sforzo erculeo. Su azione non se ne vede più uno da mesi. Se poi metti un centrocampo che non filtra, e non copre, mai, nemmeno sui tiri dal limite… la serie C appare l’unica serie che si staglia all’orizzonte.

Il tabellino della gara:

Reti: Lepore (L) su rigore al 14’ p.t.; Caligara (A) al 18’ e al 41’ p.t. su rigore, Bellusci (A) al 26’ s.t., Duriz (A) al 41’ s.t.

ASCOLI(3-5-2): Viviano; Mantovani, Bellusci, Väisänen; Falzerano, Masini, Di Tacchio, Caligara (dal 27’ s.t. Giovane), Zedadka (dal 39’ s.t. Nestorovski; Rodriguez (dal 39’ s.t. Celia), Streng (dal 27’ s.t. Duris). (Bolletta, Vasquez, D’Uffizi, Milanese, Bayeye, Valzania, Tavcar, Maiga). All. Massimo Carrera

LECCO(4-4-2): Melgrati; Lemmens (dal 1’ s.t. Guglielmotti), Ierardi (dal 24’ s.t. Bianconi), Capradossi, Lepore; Parigini (dal 31’ s.t. Lunetta), Degli Innocenti, Galli (dal 24’ s.t. Listkowski), Crociata; Inglese , Novakovich (dal 1’ s.t. Buso). (Saracco, Sersanti, Salcedo, Caporale, Frigerio, Ionita, Beretta). All. Afredo Aglietti

Parziali: 2-1

arbitro: Rutella di Enna 5,5

note - giornata velata ma primaverile; spettatori 7000 circa di cui 3.585 paganti, 3.324 abbonati; 170 da Lecco; incasso totale 59.881. Ammoniti: Zedadka, Lemmens, Falzerano. Angoli: 5-4

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