Sertori: «Tempi al limite per le Olimpiadi. Ce la faremo, ma insieme»

L’assessore regionale chiede di mettere da parte discussioni, scontri e strumentalizzazioni politiche per «giocare insieme una partita troppo importante»

«Basta polemiche e beghe di partito. Bisogna lavorare insieme perché il tempo corre veloce». Massimo Sertori, assessore regionale con delega a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica, Rapporti con le Province autonome e la Svizzera, valtellinese doc, torna a parlare delle Olimpiadi invernali del 2026. E lo fa per cercare di smorzare i toni e invitare tutti ad una maggiore condivisione degli obiettivi, che, dice con ottimismo, «sono convinto riusciremo a raggiungere».

«C’è veramente da correre - ha affermato Sertori -. Ci sono degli interventi che sono imprescindibili, penso ad esempio agli impianti sportivi che devono essere adeguati a Bormio e Livigno per sottostare alle richieste del Cio. Poi ci sono alcuni interventi, che io ritengo assolutamente strategici per la mobilità da Milano verso le statali 36 e 38, ma che sono veramente al limite. Riusciremo, se il cronoprogramma è rispettato, a consegnare o a fare delle consegne parziali per garantire il flusso. Ma adesso non è più il tempo delle discussioni».

In questo senso, tra i temi più dibattuti nell’ultimo periodo c’è sicuramente la realizzazione di un cavalcavia in località Trippi, tra Sondrio e Montagna in Valtellina, per bypassare il passaggio a livello su cui, di fatto, termina la tangenziale del capoluogo.

«Ci sono questioni tecniche che non ci possono “bypassare”, ho letto proposte che da questo punto di vista sono assolutamente infattibili - ha proseguito Sertori -. Purtroppo un’opera pubblica può comportare anche qualche problema a chi insiste su quel territorio, e che deve essere giustamente indennizzato, ma l’interesse generale deve prevalere rispetto al pur legittimo interesse particolare. Sono stati stanziati 50 milioni di euro per risolvere una situazione che evidentemente non è più sopportabile ed è anacronistica. La progettualità che è stata fatta ha seguito una logica: sono state fatte sette ipotesi e, man mano che sono state discusse, sono state fatte conferenze preliminari. Tecnicamente si è stabilito qual è la proposta più fattibile, in valutazione Via nazionale che a breve dovrebbe dare il proprio parere, con prescrizioni a cui ovviamente dovremo adeguarci. Poi si farà la conferenza di servizi decisoria e andremo avanti. Se tutti i tempi saranno rispettati si inizieranno i lavori a gennaio del 2025 per arrivare alla consegna parziale dell’opera alla fine dell’anno».

Più in generale, però, l’appello dell’assessore valtellinese è ad un’unità di intenti.

«Abbiamo perso già troppo tempo, ad esempio per valutazioni che si potevano tranquillamente evitare, ma anche perché Simico, la società dello Stato che si occupa delle opere olimpiche, è stata istituita due anni dopo l’assegnazione - ha concluso Massimo Sertori -. Non possiamo rimetterci a discutere. E se tutte le opere non saranno terminate in tempo per le Olimpiadi il territorio valtellinese, comunque, ne beneficerà anche se dopo. Mettiamo da parte le strumentalizzazioni politiche, svestiamoci dalle appartenenze politiche, che non c’entrano nulla. Questa partita è troppo importante».

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