Un gran bel colpo d’occhio, ma niente paragoni con il passato

Il commento dopo Lecco-Podenone e in attesa di Lecco-Feralpi

l Lecco è ancora vivo. Viva il Lecco. Sarà solo un’illusione? Lo scopriremo mercoledì. Se i blucelesti non sapranno compiere una vera e propria impresa, probabilmente la serie B sarà irraggiungibile o quasi.

Ma se ce la facesse, allora il sogno sarebbe lì, tutto da conquistare. Eppure ieri, non perdendo, ha fatto quel che doveva: portare avanti ancora le speranze dei quasi 2.500 tifosi presenti allo stadio. Un gran bel colpo d’occhio che testimonia il fatto di quanto questa città vorrebbe un Lecco ancora più vincente, magari promosso nella serie cadetta.

Non si possono fare paragoni con l’Interregionale degli anni 80-90, quando i 4mila erano quasi scontati al Rigamonti-Ceppi per gli scontri con il Leffe o con la Pro Sesto o con il Valdagno… Ora 2.500 spettatori, con due televisioni sempre “accese” sul Lecco e un calcio più vissuto sul divano che altrove, sono tanta roba. Un 5% degli abitanti della città che rinuncia alla gita sul Resegone o alla scampagnata sul lago, per andare a vedere il Lecco sono un segnale importante.

Ieri davanti all’assessore allo Sport Emanuele Torri e all’ex assessore Corrado Valsecchi, quest’ultimo quasi sempre allo stadio nelle gare casalinghe. Un segnale chiaro anche al Comune: questa città ha fame di calcio. Che vi piaccia o no. La speranza è che il Lecco possa mettere in crisi ancora di più il bilancio della città, già deficitario.

La speranza è che i blucelesti possano costringere la Giunta a doversi occupare dello stadio Rigamonti-Ceppi. E il sogno è di farlo per una categoria, la serie B, che solo fino al 2016-2017 sembrava una bestemmia solo pronunciarla.

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