Sembrava un oggetto misterioso, ora Bianconi è un valore aggiunto

In stagione regolare solo 6 presenze in 14 partite. Poi, complice Battistini out, l’esplosione nei playoff

Non solo i Lepore, gli Zuccon, i Girelli - vere sorprese, per rendimento e motivi diversi, nella stagione regolare - ma anche Alessandro Bianconi da Bentivoglio (Bo), classe 1999; 193 cm di muscoli e coordinazione calcistica (solo in piccola parte) ancora da sgrezzare.

È lui - da difensore centrale - l’ultima “sorpresa” di quest’annata “Foschiana”. Un piccola-grande perla, emersa quando più ce n’era bisogno: nelle ultime gare della regular season e poi in tutte le gare di playoff. Complice la condizione fisica - intesa come infortuni -di Matteo Battistini che è andata scemando, fino all’assenza completa in gare (soprattutto a livello difensivo) delicatissime.

La verità è che Bianconi è stato – quasi al pari di Cusumano che però non è ancora esploso - un vero e proprio “oggetto misterioso”, fino a quell’ascesa imperiosa che lo ha reso degnissimo sostituto di Battistini. Per lui, arrivato dall’Ancona a fine gennaio, quasi fosse un esubero - e si è visto poi con che difesa i marchigiani hanno affrontato i playoff -, all’inizio solo qualche spezzone di partita e tanta panca.

In stagione regolare solo 6 presenze (263’ in campo; 44’ di media) in 14 partite, dal 1° febbraio. Anche a causa di infortuni, la sua unica partita full time era stata l’ultima: lo 0-0 con la Pro Vercelli. Ma da lì in poi (nei playoff) 7 gare, 7 presenze e 570’ in campo. Meno veloce nelle ripartenze palla al piede (tipiche di Battistini; da figlio di ex mediano) ma addirittura più forte fisicamente, non gli si ricordano cali di concentrazione in queste ultime sette partite cariche di tensione e cattiverie agonistiche. Rimediando una sola ammonizione - al 7’ della sfida persa in casa 1-2 col Cesena - e sfoggiando una sicurezza da titolare “navigato”.

Ma Bianconi non è nuovo a palcoscenici significativi, se è vero che dopo tanta D (Gozzano e Tuttocuoio), ha poi staccato 38 presenze (quasi tutte da titolare) in un annata e mezza, in una piazza d’alto livello (nel girone B) come Ancona, dopo un iniziale ambientamento. Insomma: con Ardizzone - pur decisivo a Pordenone - spesso infortunato (come Martorelli) e Cusumano non utilizzato, sembra essere stato lui il vero valore aggiunto del (discusso) mercato di gennaio bluceleste. Se Foschi non avesse trovato un sostituto del decisivo Battistini, in questi playoff forse la storia sarebbe stata diversa.

Invece c’è stato e il Lecco se lo tiene (terrà) stretto. Utilizzabile anche come “braccetto” destro (vice-Celjak) o sinistro, è precisamente il jolly-difensivo che ogni squadra ambiziosa vorrebbe...

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