Olginate, salvezza e colpo di scena
Si va verso la cessione del titolo di B

Evitata in extremis la retrocessione sul campo, il destino del club pare tuttavia segnato. Il diritto sportivo potrebbe finire al Bernareggio. Il ds Ripamonti non nega, ma spera ancora.

Non c’è pace - solo un futuro incerto - per lo sport professionistico lecchese. Nel calcio, come nel basket. L’ultima prova arriva dalla sponda cestistica della Nuova Pallacanestro Olginate (quest’anno griffata Caffè Agostani): nemmeno il tempo di gioire - dopo una stagione frastornata da infortuni e sfortune varie -, per un’insperata salvezza nella prestigiosa serie B (soprattutto per un paese di 7mila abitanti), che arriva la doccia fredda.

Il fatto: economicamente dissanguato da tre annate Covid e da una cronica mancanza di adeguati appoggi economici (in primis dagli sponsor) il vertice della società biancoblù, dopo cinque stagioni di terza serie, starebbe per decidere di trasferirsi (tramite fusione e/o cessione di titolo e diritti sportivi, si vedrà) nella vicina Bernareggio, con la locale “Pallacanestro ’99” del patron Max Bardotti.

La stessa franchigia biancorossa che, dopo aver sfiorato l’A2 (era nettamente in testa al suo girone) nell’annata 2019-20 interrotta causa-Covid, la stagione appena conclusa è retrocessa in C Gold. Ultima in classifica a sorpresa, nello stesso girone della Npo. La voce girava da alcune settimane e aveva avuto - implicita - conferma dal sorprendente movimento di mercato che aveva portato a metà aprile i due giocatori Abba Adamu e Gabriele Pirola, in prestito, dall’ormai retrocessa Bernareggio alla franchigia lecchese.

Dei due, in particolare il primo (centro, classe 2004) si è poi rivelato decisivo per la vittoria (contro ogni pronostico) nei playout contro Bologna Basket 2016. Un prestito - assolutamente a norma di regolamento nella pallacanestro - che aveva confermato questa sorta di pre-accordo fra le due franchigie. Ora, a salvezza raggiunta, sta arrivando il momento delle “decisioni irrevocabili”.

Contattato in merito a queste voci, lo stesso ds Fabio Ripamonti - vera anima dirigenziale del sodalizio olginatese -, ha indirettamente confermato: «Fausto (Chiappa, il presidente di Npo, ndr) e io, da tempo, abbiamo maturato una decisione che (mi sembra il minimo) debba essere comunicata ufficialmente prima al nostro interno (ai dirigenti, allo staff e agli atleti). È chiaro che in prima battuta è auspicabile che siano imprenditori nuovi, dirigenti, appassionati e altri ma di questo paese a raccogliere il testimone. Qualora e solo nel caso non ci fossero concretezze, tutti insieme come società decideremo il da farsi…».

In sintesi: l’attuale proprietà ha deciso solo di non proseguire, si spera comprino imprenditori di Olginate, altrimenti si cede a Bernareggio. Questo esattamente cinque anni dopo (era il 4 giugno 2017) l’ormai storica gara-5 (Npo-Urania Milano) della finale playoff per la B dallo sbarco della franchigia lecchese in terza serie.

Un risultato impensabile solo pochi anni prima e frutto di un’attenta pianificazione e basato (quasi esclusivamente) sulle sponsorizzazioni raccolte dal ds Ripamonti.

Cinque anni di serie B, con una retrocessione “fisiologica” la prima stagione (2017-18) un doveroso e immediato ripescaggio e quattro salvezze con quella di questa annata 2021-22. Tanti allenatori di spessore - da Massimo Meneguzzo a Max Oldoini -; altri giovanissimi e lanciati (come lo stesso Manuel Cilio) e un esercito di giocatori di buon livello, alcuni dei quali consolidatisi anche in categorie superiori.

Insomma: un giovane ma ormai riconosciuto blasone a livello di minors nazionali.

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