Guerra delle antenne, c’è la sentenza  Moggio beffa Cassina: i soldi sono suoi
Moggio ricava dal traliccio circa 40mila euro all’anno

Guerra delle antenne, c’è la sentenza

Moggio beffa Cassina: i soldi sono suoi

Al centro della disputa un terreno

utilizzato dalle compagnie telefoniche

Il Comune di Moggio vince la guerra delle antenne contro il Comune di Cassina; è di ieri la sentenza che decreta che Moggio può usare gratis l’area di proprietà di Cassina per 99 anni incassando le royalties (circa 40mila euro all’anno) delle compagnie telefoniche, e non versando nemmeno un euro al paese vicino.

La causa, riassunta davanti al Tribunale di Lecco nella persona del giudice Federica Trovò dopo che il Tar aveva dichiarato la propria incompetenza, riguarda un atto di costituzione nel maggio 1998 di diritto di superficie a titolo gratuito in favore di Moggio su un’area di proprietà del Comune di Cassina; in pratica Cassina aveva autorizzato per 99 anni quello di Moggio a costruire sul terreno una cabina per la ripetizione televisiva e ad interrare cavi.

Poi però Cassina ha citato in giudizio Moggio, chiedendo che la convenzione venisse dichiarata nulla, inefficace o invalida o di accertare il diritto alla risoluzione della stessa o, almeno, di ridurre ad equità il contratto prevedendo un corrispettivo a proprio favore. Oggetto di giudizio è stata anche la questione se Moggio potesse installare sull’area antenne di telefonia, come ha fatto, percependo dal 2001 375.000 euro; la questione è stata risolta in maniera affermativa poiché Cassina è sempre stato messo a conoscenza degli interventi (che ha anche autorizzato) sull’area.

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