Reati da codice rosso, aperti oltre 300 fascicoli

Il procuratore di Sondrio Pietro Basilone: «Casi delicati su cui sono impegnati quattro pm». Riguardano soggetti vittime di violenza domestica, familiare e di genere.

Sono 331 i fascicoli aperti in Procura, a Sondrio, nel 2023, per reati contro soggetti deboli vittime di violenza domestica, famigliare e di genere, che, per loro natura, vanno istruiti con urgenza.

Un dato altissimo che ha indotto Piero Basilone, procuratore della Repubblica di Sondrio, a destinare quattro magistrati del suo pool a questo settore, quali i sostituti Giulia Sicignano, Chiara Costagliola, Giulia Alberti e Daniele Carli Balolla. «Ho destinato quattro pubblici ministeri ai codici rossi, perché sono in numero molto elevato - dice il procuratore Basilone -. Si tratta di casi faticosi e delicati da trattare per i quali occorre intervenire con urgenza e garantire un’equa distribuzione dei carichi di lavoro fra i magistrati. Devo dire, però, che tutti i fascicoli nuovi, riferiti a soggetti noti, iscritti lo scorso anno sono stati definiti rapidamente e in modo competente dai nostri uffici».

E per far sì che l’intervento della magistratura rispetto a situazioni da codice rosso, sia il più efficace ed efficiente possibile, Basilone ha fatto di più. Perché oltre a distribuire i carichi di lavoro all’interno del suo pool, ha stilato delle disposizioni operative destinate agli agenti di Polizia giudiziaria, in cui sono recepite tutte le normative in tema comprensive delle ultime emanate e contenute nella legge numero 168 del 24 novembre 2023. Un “vademecum” se così si può dire, che è stato diffuso negli uffici della Polizia giudiziaria della Procura di Sondrio, l’8 marzo scorso, Giornata internazionale della donna.

«Sia chiaro - precisa il procuratore Basilone - che i nostri agenti di Polizia giudiziaria hanno agito a norma di legge e con celerità sempre, anche prima dell’emanazione delle disposizioni, però, ho ritenuto utile stilare questo compendio nella convinzione che possa servire a tutti per fare il punto della situazione in termini di procedura e ribadire chi fa che cosa e in quali tempi. Sapendo che non c’è un solo minuto da perdere».

Le norme e le disposizioni che le recepiscono, infatti, ribadiscono l’importanza di agire subito, senza indugio, non appena si viene a conoscenza di una situazione da codice rosso. «La vittima di violenza va sentita subito da qualsiasi ufficio venga “intercettata” - dice Basilone - sia il posto di polizia dell’ospedale, piuttosto che l’ufficio denunce della Squadra mobile della Questura o quello dei Carabinieri, vanno acquisiti eventuali certificati che sono in suo possesso e va avvisata dell’esistenza sul territorio di centri di assistenza e, se lo richiede, va anche messa in contatto con i loro operatori. E contestualmente ed immediatamente va chiamato il pubblico ministero cui competono le direttive di indagine. Il Pm, infatti, può approvare l’indirizzo investigativo assunto con urgenza oppure disporre che l’indagine venga seguita da un organo investigativo più competente dal punto di vista professionale. Allo stesso modo, entro tre giorni dall’iscrizione del fascicolo, o il pubblico ministero di persona, o la polizia giudiziaria da lui delegata, devono sentire la vittima di violenza».

Tre giorni che scattano dal momento in cui si viene a conoscenza dei fatti, e che non possono essere interrotti da festivi nei quali, magari, gli uffici giudiziari possono essere più sguarniti. La vittima di violenza di genere ha la priorità su tutto. Anche su tutti gli altri fascicoli iscritti nel 2023 verso autori noti fra i quali spiccano i 386 per infortuni sul lavoro, malattie professionali, colpa professionale e incidenti stradali, anche se il numero qui è molto alto anche per effetto del peso delle contravvenzioni irrogate, i 124 per reati in materia di impresa, fallimentare, societaria, tributaria e verso la pubblica amministrazione, e i 47 in tema di urbanistica e ambiente, questi ultimi, pure, molto impegnativi e appannaggio del sostituto procuratore Stefano Latorre. Seguono altri 1.500 fascicoli iscritti verso noti per le restanti tipologie di reati fra cui imperano le truffe.

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