Ciambetti:“Lutto e dolore vero per Vanessa: creiamo il vuoto attorno al suo assassino e ai violenti"

(Arv) Venezia 29 dic. 2023 -     “Sarà una guerra lunga e tutt’altro che facile, perché occorre intervenire nei profondi meandri delle convinzioni e delle credenze tutt’altro che semplici da eradicare: serve una vera rivoluzione culturale che investa tutti gli uomini e che dia forza alle donne, adeguatamente sostenute e protette, di denunciare, senza timore,  ogni abuso” Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto,  Roberto Ciambetti ,  in occasione della giornata di lutto regionale concomitante con i funerali di  Vanessa Ballan “assassinata, dopo essere stata picchiata  brutalmente, con otto coltellate che hanno tolto la vita a lei e al bambino che aveva in grembo: una ferocia barbara, un capo di accusa tremendo contro i pregiudizi e l’ignoranza di chi, solo perché maschio, crede di poter disporre, a proprio piacimento,  della vita, del corpo e dei sentimenti altrui. Non sarà facile vincere questa sfida che è innanzitutto una sfida culturale e che deve impegnarci tutti ad iniziare dal vuoto da creare attorno a questi assassini e vigliacchi. Non dobbiamo assuefarci, ma continuare ad indignarci.  Non esiste scusante e giustificazione alcuna, né possiamo ammettere attenuanti di qualsiasi genere: questa è una piaga sociale e non va combattuta da destra o da sinistra, dal centro o dal lato, ma è una battaglia comune di civiltà, non è una battaglia delle donne, ma di tutti, delle Istituzioni comprese e non ultime a iniziare da chi deve assicurare la giustizia, la prevenzione e la repressione. Serve l’isolamento sociale conseguente a una condanna etica e morale inequivocabile nei confronti di chiunque eserciti qualunque forma di violenza.  Ero bambino – continua Ciambetti - - quando vedevo mio padre indignarsi davanti all’istituto del matrimonio riparatore, retaggio di un passato che purtroppo non abbiamo sradicato: davanti alla violenza non ci sono rapporti da riparare, ma da buttar via senza tentennamenti. Non si cambiano un marito e un fidanzato violento, si buttano via, li si lascia al loro destino ma perché ciò avvenga serve una rete di protezione, anche sociale, vera. Ogni donna deve sentirsi sicura, tranquilla e protetta nel suo prendere decisioni così importanti e sta a noi garantire questa cortina protettiva. Vanessa è stata assassinata da un bruto, ma è morta perché non siamo riusciti a proteggerla”.

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