Troppo sazi  per fare figli

Troppo sazi

per fare figli

E lo Stato dov’è? Lo slogan più amato dalla politica nazionale - tutta, ma solo quando è all’opposizione, naturalmente… - è riecheggiato nei giorni scorsi a corredo dell’ennesimo report disastroso sulla natalità nel nostro paese. Nessuno fa più figli, la società invecchia in maniera progressiva, i costi della sanità e della previdenza del prossimo ventennio sono già da ora insostenibili. E certo, ululano i nostri statisti rivoluzionari, dove sono gli asili nido? dove le detrazioni nelle buste paga? dove i bonus bebè? dove le agevolazioni per la casa, la scuola, i passeggini, lo sport, le vacanze studio, il tempo pieno, il distacco parentale e tutto il resto che farebbe tornare gli italiani a razzare come conigli mannari?

Ora, che le politiche per la natalità di certi Stati, Francia soprattutto, abbiano portato risultati notevoli è fuor di dubbio. Ma il punto non è questo. Il punto vero, quello dirimente e devastante, come è stato ricordato da Giuseppe De Rita sulla Stampa e da Michele Serra su Repubblica, è un altro. Il vero killer della natalità non è la miseria, ma il benessere. Appena una società esce nel suo complesso dal sistema circolare del bisogno, degli stenti, delle privazioni, nel quale invece da sempre abbondano le famiglie con pletore di pargoli - sono la loro unica ricchezza -, inizia subito a fare meno figli. E questo riguarda non solo gli autoctoni di pura razza padana, ma anche i pittoreschi mangiabanane con l’anello al naso. Ma guarda un po’…

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