Il sogno del web si spegne in cronaca

Ti sembra che tutto cambi e invece non cambia mai niente. Se c’è una morale, una pedagogia profonda nella penosissima vicenda di Chiara Ferragni e della sua beneficenza pilotata e in quella ancor più penosa della pizzaiola suicida probabilmente a causa di una campagna di odio sulla rete, beh, la morale è proprio questa.

E cioè il vanificarsi sempre più definitivo, e con tratti addirittura grotteschi, di quel sogno infantile ingenuamente partorito agli albori dell’era digitale - che poi risalgono a solo un pugno di anni fa - secondo il quale il web avrebbe costituito la nuova agorà, la nuova piazza completamente, totalmente e permanentemente democratica, il luogo aperto a tutti dove tutti avrebbero potuto parlare, tutti avrebbero avuto diritto di tribuna, tutti avrebbero potuto approvvigionarsi gratuitamente di contenuti, cultura, informazioni, sapienza e conoscenza, dove i soliti e stantii e occhiuti padroni del vapore non avrebbero più avuto il monopolio sulle nostre vite, perché noi avremmo finalmente eliminato ogni intermediazione dolosa, pelosa e omertosa, dove saremmo stati davvero in colloquio con gli altri, davvero capaci di incidere sulla realtà, sul formarsi dell’opinione pubblica comune, sul libero dispiegarsi delle coscienze e bla bla bla…

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