Rogeno, consigliera a tu per tu con i ladri

«Professionisti, ci tenevano d’occhio»

Monica Beretta ha sorpreso l’altra sera i due malviventi mentre stavano per scappare Avevano atteso che non ci fosse nessuno per rubare oggetti di valore ma non riconoscibili

Rogeno, consigliera a tu per tu con i ladri «Professionisti, ci tenevano d’occhio»
I ladri stavano tenendo d’occhio da giorni la zona
(Foto di foto menegazzo)

«Il furto è avvenuto in modo tale da far pensare che non solo la casa sia stata tenuta d’occhio nei giorni precedenti, quando infatti abbaiava spesso il cane, ma che fosse costantemente sorvegliata fino a cogliere il momento per entrare».

Momenti drammatici

Monica Beretta, consigliera comunale delegata all’Istruzione, racconta il drammatico faccia a faccia dell’altro giorno con due ladri dentro la sua abitazione di via Dalla Chiesa.

«Erano vestiti di nero, con una sorta di cappuccio; età massima, sui 30 anni; alti, uno attorno a un metro e 80 per circa cento chili di peso. Sono entrati tra le 19 e le 19.30; vorrei ribadire che (come già più volte rilevato dalle forze dell’ordine) questa è proprio la fascia più delicata, in questa stagione. In effetti, a casa mia ci sono sempre delle luci ma, attualmente, non viene in mente di lasciarle accese se si esce mentre c’è chiaro: non si è ancora abituati che farà buio presto. Inoltre, da noi c’è sempre qualcuno presente e - sostiene la Beretta - solo l’altro giorno, per una serie di specifici motivi, in quella mezz’ora la casa è rimasta vuota; per la straordinarietà della circostanza, si è usciti senza inserire l’allarme.

È indicativo che i ladri siano stati così pronti ad approfittarne ma - secondo la consigliera - non avrebbe fatto ugualmente differenza: infatti, si tratta di veri professionisti. Da immagini di telecamere interne che ho potuto visionare, il modus operandi è preciso: entrare, puntare a cassetti e armadi, rovesciando e non frugando, afferrare solo ciò che è sicuramente di valore e non facilmente riconoscibile. Per esempio - spiega la donna - non mi è stata rubata una borsetta di serpente; non sono stati toccati oggetti di bigiotteria costosa, né computer o altri dispositivi elettronici. Invece, sono spariti i foulard di cashmere, ovviamente tutto il contante, piccoli gioielli di mia figlia e (forse l’unico passo falso) un anello dono di mia madre, per me preziosissimo anche dal punto di vista affettivo e di cui ho foto: ho già provveduto a ingrandirle e divulgarle».

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