Oggiono, Sulle punte a San Pietroburgo

Balletto nel cuore

Oggiono, Sulle punte a San Pietroburgo Balletto nel cuore
Magda Scaccabarozzi unica italiana all’accademia San Pietroburgo

«Sembra un film, invece è destino; bisogna crederci: c’è sempre una strada e qualcosa di bello per tutti»: Laura Valsecchi, di Cesana, racconta la storia – quasi una favola - della figlia.

Magda Scaccabarozzi, 15 anni, seconda Linguistico “Bachelet” (che segue a distanza) è a San Pietroburgo da settembre, pressoché l’unica italiana e tra le poche straniere nella leggendaria accademia Vaganova, dalla quale sono usciti i più grandi ballerini di tutti i tempi, tra cui Rudolf Nureev.

«Il sogno dei sogni. Questa fiaba – racconta la mamma – comincia a Natale 2019, quando ho regalato a Magda il voucher per una lezione di una celebre ballerina, nella successiva fiera di Firenze».

Per Magda, il balletto era tutto, fin dai 5 anni: «Con scuole come “Stile danza” di Erba, “Arte Danza” di Lecco e l’insegnante Sara De Col, ha fatto tutto il possibile; venti ore la settimana, tre diverse scuole in contemporanea, per allenarsi da lunedì a sabato, studiando negli intervalli e mangiando la pasta in macchina, tra gli spostamenti: questi, che sembrano sacrifici, per chi ha una forte passione sono semplicemente ciò che va fatto per coronarla; per questo, lo sport o l’arte, vissuti fin da piccoli, aiutano a formare la mentalità: il ragazzo fa propria l’idea della fatica e del rispettare gli impegni come passaggi naturali e non aggirabili per i risultati».

Neppure Magda, però, pensava a San Pietroburgo. «Macché: anzi; per tutti tranne la maestra Sara, non aveva il fisico della ballerina; non aveva pressoché mai fatto audizioni, né concorsi. Nel viaggio a Firenze, però, si è unita un’amica, che ne aveva: noi abbiamo riempito la giornata prenotando online un posto allo stand della Vaganova; si parlava di stage estivi in Italia, quindi Magda, senza alcuna ansia, si è messa in prima fila, ma con una quarantina di altre, a lavorare. Alla fine, gli insegnanti fanno capannello, la avvicinano, le alzano una gamba, le piegano un braccio; uno fa da interprete e mi dice che può entrare in accademia. “Dov’è la fregatura?”, gli chiedo. Ma non c’era: Magda è nel convitto, in una classe di sole russe; fa tutti i giorni circa due ore di danza classica; russo tre volte la settimana; danza di carattere, moderna, contemporanea e repertorio. L’insegnamento è il top. I voti vanno dal’1 al 5: quando Magda ha preso il primo “4 meno” ha pianto, poi ha capito che era bellissimo. Ci era stato detto che, per la severità, i ritmi, il clima, la cultura, le italiane non resistono oltre Natale, invece Magda si sta sempre più inserendo ed è felice.

Grazie al “Bachelet”, segue il programma del ministero per gli allievi d’interesse nazionale e internazionale e sta andando bene anche col Linguistico: mio marito Pietro ed io non ci aspettavamo da una scuola statale così tanto aiuto e attenzione, ma sono le persone, come sempre, a fare le istituzioni e la preside Anna Panzeri, e la coordinatrice di classe Serena Rosi, hanno un livello di professionalità e umanità straordinario».
Patrizia Zucchi

© RIPRODUZIONE RISERVATA