Muore a 23 anni   di fibrosi cistica
Il volto solare di Alessia Mantonico, scomparsa ieri a 23 anni

Muore a 23 anni

di fibrosi cistica

Barzago in lutto per la scomparsa di Alessia Mantonico

Era studentessa e impiegata, sorella dell’assessore

«Sconvolti»: l’unica reazione possibile, da parte dei tantissimi amici e dell’amministrazione comunale, alla morte – ieri pomeriggio – di Alessia Mantonico, 23 anni, vittima della fibrosi cistica, contro cui aveva combattuto fin da bambina. Sorella dell’assessore alla Cultura Francesca e di Angela Mantonico, lascia nello strazio anche la mamma, Nicolina De Biasi, maestra storica a La Valletta Brianza, e papà Giuseppe; abitava con la famiglia a Bevera.

Impiegata e studentessa all’università della Bicocca, sulla schiena si era fatta tatuare polmoni che respiravano fiori. In un messaggio sul proprio profilo Facebook, pochi giorni fa aveva aggiunto, con riferimento alla pandemia: «Quest’anno senza precedenti mi ha fatto pensare a quanto importante sia volersi bene e continuare a lottare, fino all’ultimo respiro». Per il sindaco, Mirko Ceroli, peraltro collega della mamma della giovane,«la perdita è devastante; Alessia era in prima linea per sostenere la ricerca; partecipava alle raccolte di fondi; era una persona splendida, dedita al sociale e un esempio di coraggio e impegno». L’ultima campagna per la quale si era spesa, a fine ottobre, aveva portato ingenti contributi per progetti «fondamentali – aveva spiegato lei stessa – come l’acquisto di un cicloergometro, ovvero un macchinario per la riabilitazione di noi pazienti; corsi avanzati per gli infermieri; l’ampliamento del programma di distribuzione dei farmaci a domicilio, per evitarci di andare in ospedale esponendoci a notevoli rischi durante la pandemia». Alessia affermava: «Dietro ad ogni sorriso si nasconde una malattia che piano piano divora i sogni e la voglia di sopravvivere». Ma testimoniava: «È incredibile come proprio questa malattia alimenti un coraggio tale da legarsi alla vita attraverso ogni respiro: quel respiro, fragile e corto che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro». La fibrosi cistica, malattia genetica degenerativa che produce insufficienza respiratoria per la mancanza di una proteina e insufficienza pancreatica, costringe a terapie e periodici ricoveri, fino a richiedere persino il trapianto dei polmoni.

Le ultime parole di Alessia sul Covid suonano come un’eredità per i moltissimi che la piangono: «Ho una carrellata di no, nella mia vita, da far sembrare i Dpcm una cavolata e ho saputo resistere al “no” più grande: “No, non possiamo toglierti le flebo, perché non abbiamo altre armi”. Anche con terapie in vena 24 ore su 24, e dopo aver iniziato un altro farmaco sperimentale, mi sono rimboccata le maniche e ho cercato il lato positivo. Ho intensificato le ore di terapia, da tre a sei al giorno. Nonostante questo, ho trovato nelle piccole cose la felicità: amici, famiglia, amore e salute. E se anche l’asta della flebo sarà il mio bastone della vecchiaia (incrociamo le dita) ne sarò felice».


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