Studenti a rischio tra le auto. I genitori vanno dal prefetto

Merate Solo la scorsa settimana tre studenti sono stati travolti dal bus. Scene di ordinaria follia che sono ormai la quotidianità fuori dall’Agnesi

Studenti a rischio tra le auto. I genitori vanno dal prefetto
L’arrivo del bus in mezzo a una folla di studenti

Un’auto che si infila in mezzo alla folla dei ragazzi in uscita, quasi come se fendesse una nuvola; studenti che attraversano sulle strisce, con auto ferme davanti alle zebre, mentre altri, in sella alle moto, sfrecciano a destra e a manca; quindi, la massa informe che, come una medusa con i suoi tentacoli, si avventa sulla porta di ingresso dell’ultimo autobus in arrivo sul piazzale, per accaparrarsi uno dei pochi posti disponibili anche se, pur di salire, vanno bene pure quelli in piedi.

Scene di ordinaria follia al termine delle lezioni a pochi metri dagli istituti Viganò e Agnesi. E, soprattutto, quotidiane.

Il precedente

L’altra settimana c’è mancato poco che accadesse l’irreparabile quando tre studenti sono stati travolti da un bus. Per questo, Francesca Colombo, presidente del consiglio di istituto del liceo Agnesi insieme con Agnese Rota, presidente del comitato genitori, ha scritto al prefetto Sergio Pomponio, chiedendogli di intervenire per porre rimedio al «caotico via vai di ragazzi e mezzi» a causa della «mancanza di spazi adeguati sia per l’attesa dei ragazzi sia per le manovre dei mezzi in movimento».

La questione, da sempre sul tavolo, è riesplosa dopo il recente incidente. «Negli ultimi dieci anni - ricorda infatti Colombo - sono state formulate innumerevoli richieste e proposte in merito al problema viabilità, da parte delle componenti genitori degli organi scolastici e da parte dei Dirigenti dell’Istituto Viganò e del Liceo Agnesi, ma ad oggi non sono state messe in atto misure efficaci ad evitare che ogni giorno venga messa a rischio l’incolumità di più di duemila ragazzi».

In realtà, molto è stato fatto (segnali stradali, istituzione di zona 30, autovelox, individuazione di aree di “stop&go”) ma non abbastanza per risolvere il problema. Anche perché, nel frattempo, la popolazione scolastica è cresciuta e oggi conta quasi 2.500 studenti.

Le parole

«Dal nostro punto di vista - prosegue Colombo - ci sono due ordini di problemi. Il primo riguarda la viabilità, con i mezzi che passano in mezzo ai ragazzi. Si potrebbe chiudere la strada, magari in certi orari, mettere i cartelli, fare in modo che ci sia chi controlla, dare le multe. E poi c’è la questione dei bus e dei mezzi pubblici, insufficienti ad accogliere tutti i ragazzi. Non sta a noi genitori trovare una soluzione ma vogliamo che la problematica torni ad essere affrontata».

«Negli anni - ricorda ancora la presidente del consiglio - sono state avanzate tanti proposte ma poi non si è fatto nulla».

L’incidente dell’altro giorno, si spera, potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso e spinge a individuare una soluzione fino ad oggi sfuggita.

Ieri, nel frattempo, l’azienda del bus che ha investito i ragazzi ha inviato sul posto due dipendenti che, non si è capito a che scopo, hanno fotografato e filmato quel che avviene nella piazzola degli autobus ogni volta che arriva un bus.

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