Protezione civile della Brianza in festa  Zamberletti: «Siete un bene prezioso»
Il tavolo dei relatori, Zamberletti il secondo da sinistra

Protezione civile della Brianza in festa

Zamberletti: «Siete un bene prezioso»

Temi forti nella celebrazione dei venticinque anni di costituzione del gruppo

Il padre fondatore: «I nostri pilastri sono il legame con il territorio, le donne e la prevenzione»

Ospite d’eccezione ieri pomeriggio per una delle celebrazioni del 25o anniversario di fondazione del Corpo volontari di protezione civile della Brianza. È arrivato il padre fondatore della protezione civile italiana, Giuseppe Zamberletti, a lui infatti si deve la nascita del Dipartimento della Presidenza del Consiglio, con l’introduzione del sistema di prevenzione e previsione basato sui corpi comunali a base volontaria guidati dai sindaci. L’incontro si è tenuto al bar Canarino di Casatenovo, mentre in serata l’ex ministro ha partecipato ad un incontro dedicato al ricordo della figura di Aldo Moro.

Ad introdurre la riunione, presenti tantissimi volontari e i sindaci del territorio oltre a Luigi Fasani, capo ed organizzatore della protezione civile di Milano. Da un lato il sindaco casatese Filippo Galbiati ha ricordato le iniziative per l’Emilia e l’Italia Centrale con «le raccolte fondi per i terremotati», dall’altro Bruno Crippa, primo cittadino di Missaglia ha voluto sottolineare «la fragilità del nostro territorio soprattutto dal punto di vista idrogeologico, per il sistema delle Bevere e dei torrenti. Per fortuna adesso non siamo più soli ad affrontare questi problemi, grazie anche a Zamberletti che ha anticipato le soluzioni».

Dal canto suo l’ex ministro ha elogiato i volontari: «Siete un bene prezioso - ha sostenuto - un punto di forza». Zamberletti ha ricordato che proprio dal terremoto del Friuli, 1976, 1000 morti, e dell’Irpinia, 1980, 3000 morti, sia nata la Protezione civile: « Abbiamo pensato ad un corpo di volontari organizzato su base comunale che risponde al sindaco, con l’introduzione delle donne dalla polizia femminile, che faccia prevenzione e previsione di eventuali pericoli. Sono questi i tre pilastri che non vanno dimenticati».

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