La centrale idroelettrica non si farà più

Taceno La decisione della Provincia, dal momento che è decaduta la concessione alla “Zecca prefabbricati” - L’autorizzazione era del 2014, ma i lavori non sono mai iniziati - Sospiro di sollievo per il Comune

Decaduta la concessione di derivazione delle acque del torrente Pioverna rilasciata alla società “Zecca prefabbricati” di Cosio Valtellino per realizzare una mini-centrale idroelettrica a Taceno.

L’autorizzazione era datata 25 giugno 2014 ed il provvedimento del dirigente del Settore ambiente, ecologia, caccia, pesca ed agricoltura della Provincia di Lecco è scattato in virtù del «mancato rispetto del termine di inizio lavori dalla data di approvazione del progetto, avvenuta con il medesimo provvedimento, e di trentasei mesi per l’ultimazione dei lavori, indicati nel provvedimento di autorizzazione unica».

Cade anche il vincolo

Ha perso efficacia anche il vincolo preordinato all’esproprio dei mappali interessati dalle opere e dai lavori in progetto, già autorizzato dalla Provincia, in aggiunta al fatto che comunque la derivazione delle acque doveva essere attivata entro cinque anni dal provvedimento di rilascio.

Per tutti è un grande sollievo, perché contro la realizzazione della centrale si erano schierati i Comuni di Cortenova, dove avrebbe dovuto essere prelevata l’acqua, nella zona della struttura polifunzionale di Bindo, nei pressi della cosiddetta “Bindo beach”, e Taceno dove, in località Carreggiata, avrebbe dovuto sorgere la centrale.

Anche la Fipsas si era schierata a difesa dell’ambiente e della fauna ittica in un tratto dove si sono svolte e si svolgono numerose gare di pesca alla trota, alcune anche di livello nazionale e internazionale, oltre a quelle delle società sportive presenti in Valle.

La società “Zecca prefabbricati” avrebbe prelevato l’acqua a Cortenova per convogliarla, tramite una condotta forzata, diverse centinaia di metri più a valle, alla centrale di Taceno, che sarebbe sorta sulla sponda destra del torrente che scende a Bellano.

Titolare della concessione di derivazione, rilasciata già nel 2009, era la società Idra di Premana, che l’aveva venduta a Zecca. Quest’ultima aveva poi approntato il progetto dell’impianto, che prevedeva la derivazione a Bindo, a quota 440 metri, con la realizzazione di un’opera di presa laterale che avrebbe convogliato le acque nelle vasche sghiaiatrice, desabbiatrice e di carico che avrebbero dovuto essere costruite sulla sponda destra del torrente.

L’energia

La condotta forzata in calcestruzzo armato del diametro esterno di tre metri sarebbe arrivata all’edificio della centrale, a Taceno, a quota 422 metri, dopo un chilometro e mezzo, correndo lungo la sponda del torrente, per far funzionare la turbina per la produzione di energia elettrica.

L’acqua sarebbe stata quindi rilasciata nel Pioverna alla quota di 419,70 metri.

L’energia prodotta sarebbe stata immessa nella rete elettrica sulla linea a media tensione locale collegata ad una cabina elettrica esistente tramite un nuovo tratto aereo realizzato allo scopo.

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