Casargo e Premana sotto osservazione
Qui il gas radon in casa supera il 15%

L’indagine Secondo Arpa Lombardia in collaborazione con Ats, i siti in regione sono novanta Anche Dervio, Varenna e Abbadia e Oliveto nella lista. Vanno adottate misure per ridurre i rischi

Sono novanta in Lombardia le “aree prioritarie” in cui la stima della percentuale degli edifici in cui il radon supera i 300 Bq al metro cubo e superiore al 15%.

I Becquerel per metro cubo sono il numero di decadimenti radioattivi di atomi di radon che avvengono in un secondo in un metro cubo d’aria.

Il piano nazionale

I comuni della provincia di Lecco che rientrano in quel 15% sono sei in totale: Casargo, Premana, Dervio, Varenna, Abbadia e Oliveto Lario.

L’indagine, pubblicata a fine giugno, è stata eseguita da Arpa Lombardia, in collaborazione con l’Ats, seguendo le indicazioni del Piano nazionale d’azione per il radon contenute nel Decreto legge 101/2020 che ha lo scopo di individuare le aree e definire le priorità di intervento per la gestione del problema radon, sia per la misurazione che per la prevenzione.

A seguito della classificazione dovrà essere attuato ciò che stabilisce il decreto.

Nei luoghi di lavoro, ubicati in locali semi sotterranei o al piano terra, il titolare dovrà effettuare la misurazione della concentrazione media di radon nell’aria entro diciotto mesi dalla pubblicazione sulla “Gazzetta ufficiale” e l’esito dovrà essere attestato, valutato e poi gestito secondo i criteri indicati dal decreto.

Per le abitazioni, invece, la Regione promuoverà campagne ed azioni per incentivare i proprietari che hanno locali al pianterreno o ad un livello seminterrato o sotterraneo ad effettuare le misurazioni.

Sarà invece la Regione stessa a provvedere alle misurazioni nel patrimonio di edilizia pubblica residenziale.

Per ridurre il rischio di esposizione dei lavoratori e della popolazione è particolarmente importante l’adozione di interventi volti a ridurre l’esposizione al gas radon sia negli edifici esistenti che in quelli di nuova costruzione con la realizzazione di misure di prevenzione e mitigazione dell’ingresso e delle concentrazioni di radon, con soluzioni tecniche da adottare, nel caso di edifici esistenti, in raccordo con gli interventi finalizzati al risparmio energetico. Per i comuni c’è l’obbligo di integrare i propri regolamenti edilizi con norme tecniche specifiche per la protezione dall’esposizione al gas radon in ambienti chiusi.

Già al lavoro

Sul tema il comune di Casargo sta già lavorando: «La nostra amministrazione – afferma il sindaco Antonio Pasquini – è già in contatto da più di un mese con un professionista di Casargo che ha già incontrato il nostro tecnico comunale Alberto Invernizzi per valutare una serie di interventi generali di monitoraggio».

A Premana, il sindaco Elide Codega commenta: «Sapevo in modo ufficioso del problema perché me ne aveva parlato anni fa un tecnico dell’Arpa. È interessante che finalmente la Regione lo abbia comunicato ufficialmente. Ora ci attiveremo per capire cosa si può fare per attenuare il rischio».

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