Uomo accoltellato, vicina di casa accusata di tentato omicidio. «Aggressione per ragioni di droga»

Accusata di omicidio volontario. Una trentenne italiana, formalmente residente a Carenno, ma di fatto domiciliata a Brivio, avrebbe ferito con due coltellate un vicino di casa, 50 anni italiano, in quella che, secondo la Procura, sarebbe stata un’aggressione dovuta a ragioni di droga. Una ricostruzione che al momento non viene ammessa dalla diretta interessata.

Accusata di omicidio volontario. Una trentenne italiana, formalmente residente a Carenno, ma di fatto domiciliata a Brivio, avrebbe ferito con due coltellate un vicino di casa, 50 anni italiano, in quella che, secondo la Procura, sarebbe stata un’aggressione dovuta a ragioni di droga. Una ricostruzione che al momento non viene ammessa dalla diretta interessata. Comparendo oggi in tribunale insieme all’avvocato difensore Elena Ammannato si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Le indagini difensive mireranno a smontare l’accusa di aggressione, cercando di dimostrare invece come si sia trattato di un tentativo di difesa.

I fatti risalgono alla sera di sabato 30 marzo quando i due, entrambi consumatori di stupefacenti, si erano ritrovati nell’appartamento dell’uomo, insieme a una terza persona di origine straniera. Per cause ancora al vaglio delle forze dell’ordine, probabilmente legate all’acquisto di droga, sarebbe nato un violento litigio fra i due concluso con due ferite da taglio, inferte dalla donna all’uomo con un coltello trovato in cucina. Una al braccio e una al petto.

Mentre la giovane residente a Carenno si allontanava dall’appartamento, l’uomo avvertiva il 112. E sarebbero stati proprio le forze dell’ordine una volta giunte sul posto a decidere di chiamare l’ambulanza, accorgendosi delle ferite riportate dal cinquantenne. In ospedale gli è stata accertata la lesione del polmone sinistro, provocata da un taglio non lontano dal cuore. La prognosi è di 40 giorni.

La donna è stata rintracciata 48 ore dopo, non appena ha fatto ritorno nel appartamento della palazzina di Brivio dove è domiciliata. La Procura ha disposto il fermo per pericolo di fuga. La carennese è stata quindi portata al carcere Bassone di Como. Ieri il gip Nora Lisa Passoni ha convalidato il provvedimento. Contro di lei le testimonianze della vittima e dell’amica.

Al momento la difesa non ha chiesto misure cautelari alternative, non essendovi ancora a disposizione un posto (una comunità o parenti) dove la trentenne lecchese potrebbe essere accolta

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