Motorizzazione a Como, il Pd: «Inaccettabile la chiusura»

Per i dem è un passo indietro di trent’anni. Confcommercio chiede almeno un front office

Grande apprensione per la notizia del trasferimento della sede della Motorizzazione di Lecco a Como. Per il centrosinistra, inaccettabile perdere un servizio così fondamentale all’interno della Provincia di Lecco.

Ha dichiarato in merito Manuel Tropenscovino, segretario provinciale del Partito Democratico: «L’ipotesi della chiusura della Motorizzazione civile a Lecco deve essere evitata a tutti i costi. Assurdo pensare che ci sono persone che, all’improvviso, non sanno cosa ne sarà del proprio posto di lavoro o che, per fare l’esame della patente, ci si dovrà muovere fino a Como. Per non parlare dei lavoratori e lavoratrici del settore dei trasporti, delle aziende, che si troveranno rimandati indietro di 30 anni, a quando si dovevano fare ore di strada per avere licenze e autorizzazioni. Se l’Amministrazione provinciale e la presidente Alessandra Hoffman sapevano da tempo di questa situazione, perché non si è attivata nei mesi passati con tutti i livelli istituzionali per trovare una soluzione? Questo silenzio dice molto. Ora però è il momento che si facciano tutti gli sforzi per mantenere un presidio che dà servizi fondamentali per il territorio, per imprese e cittadini. Evitiamo che Lecco diventi una provincia di serie B».

«Suona davvero strano che la Provincia di Lecco, che si definisce in tutte le sedi come “la casa dei comuni” si sia scordata di essere la “casa dei cittadini”. La mancata interlocuzione su un tema così importante con gli altri enti interessati alla vicenda, nota a quanto pare da tempo, lascia davvero sgomenti. Perché non cercare situazioni condivise? Perché obbligare cittadini e imprese a tempi improponibili e a trasferimenti tranquillamente evitabili? Perché cedere ad altri servizi essenziali per la comunità lecchese? Noi ce lo chiediamo, altri no. Un vero peccato» è il commento di Paolo Lanfranchi, capogruppo in Consiglio provinciale di “La provincia - territorio bene comune”.

Pietro Regazzoni, capogruppo Pd in consiglio comunale a Lecco, sottolinea: «C’è da chiedersi dov’è il sistema Lecco se il primo attore coinvolto, la Provincia, non riesce a fare rete sul territorio coinvolgendo comuni e associazioni di categoria per trovare una soluzione. Trovare un locale per la Motorizzazione civile è doveroso per evitare ulteriori disagi a una Provincia che ha già perso troppi enti negli ultimi anni. Il Comune di Lecco non farà mancare il proprio contributo».

“Questa discussione verrà portata anche in Consiglio Regionale - afferma il consigliere dem Gian Mario Fragomeli - con la presentazione di una specifica mozione rivolta al Presidente Fontana e alla Giunta regionale, per promuove presso il Ministero dei Trasporti tutte le azioni necessarie a evitare la chiusura della Motorizzazione, e quindi dell’erogazione di importanti servizi ai cittadini e alle imprese per tutto il territorio lecchese”.

Anche Confcommercio Lecco si schiera a fianco dell’Aci provinciale e dei politici che in queste ore stanno chiedendo a gran voce una soluzione, che permetta di ospitare in città almeno un front office e l’aula per gli esami. In modo cosi da evitare disagi e trasferte forzate per i trasportatori, le imprese, ma anche per i semplici cittadini.

«Come associazione siamo a fianco di quanti si stanno impegnando per far sì che si possa trovare uno spazio idoneo in città, in primis il presidente dell’Aci Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva, e il sottosegretario regionale Mauro Piazza - sottolinea il presidente di Confcommercio Lecco, Antonio Peccati -. Il territorio non può perdere questo presidio. Occorre arrivare a una soluzione che non penalizzi le attività e le famiglie. Bisogna individuare al più presto una nuova sede che assicuri almeno uno spazio minimo, per mantenere così a Lecco i “servizi base” della Motorizzazione Civile. Siamo favorevoli a un confronto immediato, che coinvolga gli enti locali e le associazioni: serve una risposta rapida e risolutiva».

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