Vaccino: la seconda dose  non si sposta per le vacanze
La campagna vaccinale ha preso un buon ritmo ma per molti cittadini la seconda dose cadrà in un periodo solitamente di ferie

Vaccino: la seconda dose

non si sposta per le vacanze

Il caso Ats, centinaia di richieste per cambiare data. Ma il rinvio è possibile solo con seri motivi di salute

Niente da fare. Chi ottiene un appuntamento per la seconda dose del vaccino, qualsiasi esso sia (Pfizer, Moderna, AstraZeneca e, per ora a Barzio Johnson&Johnson), non può modificarlo. Neanche per motivi di forza maggiore, a quanto pare.

A meno che non si tratti di motivi di salute molto stringenti e fatti filtrare da Agenzia di tutela della Salute Ats Brianza, tramite l’Urp che risponde, per quanto riguarda il call center Covid, allo 039-2369000 (mail [email protected]) al tasto “vaccinazioni”. Bisogna però poter produrre dei certificati medici o delle attestazioni ufficiali che dicano che non si può fare a meno, quel dato giorno, di quel dato esame, di quella seduta terapeutica, oppure che attesti la propria indisponibilità fisica per malattia.

L’incertezza

In realtà non si trova una direttiva ufficiale che permetta lo spostamento della seconda dose neanche per motivi di salute. Ma se uno è in possesso di un certificato di questo tipo, può ottenere (ma non è obbligatorio ottenerlo), lo spostamento.

Di sicuro non si può spostare l’appuntamento per la seconda dose per motivi “vacanzieri”. In Ats Brianza stanno aumentando le telefonate che chiedono lo spostamento della seconda dose per motivi di ferie. Ats Brianza si è sentita chiedere lo spostamento dell’appuntamento “perché non voglio perdere i soldi della caparra”, “Perché non voglio perdere la prenotazione che lei non sa quanto ci ho messo a farla”, “perché Draghi vuol far girare l’economia ma voi ci mettete i bastoni tra le ruote”.

Le giustificazioni

Sembra incredibile ma sono state proprio queste le richieste fatte al call center vaccinale di Ats. Motivazioni valide e plausibili in tempi non di pandemia e di emergenza, ma che fanno davvero specie se fatte in questo periodo dove c’è (stata) gente che è andata a farsi vaccinare all’estero (anche se poi in Serbia hanno chiuso questa possibilità agli stranieri visto il boom di richieste), a pagamento, pur di “salvarsi” dal Covid.

Un paradosso della campagna vaccinale che, marciando spedita, dà forse l’impressione a chi non ci riflette molto che sia un qualcosa di logisticamente semplice da organizzare.

Macchina complessa

Così non è. Ats Brianza, comunque, cerca di spiegare: «Tanti chiamano per spostare l’appuntamento alla seconda dose per poter andare in ferie. Ma noi spieghiamo che non sarebbe assorbibile dal sistema cambiare tante seconde dosi. Anche perché, tra l’altro, rispetto alla prima dose, i tempi sono elastici ma non allungabili all’infinito: si può fare la seconda dose per Pfizer e Moderna da 35 a 42 giorni dopo la prima dose. Non oltre. E per AstraZeneca si va da 63 a 84 giorni».

Insomma, riorganizzare tutte le aziende per tutti quelli che, seppur comprensibilmente, vogliono farsi le ferie, sarebbe complicatissimo. Non sono, però, solo queste le motivazioni: «Molti chiamano anche perché hanno delle difficoltà lavorative serie: da chi ha la settimana con il turno di giorno, invece che di notte, a chi ha appuntamenti di lavoro importanti. La risposta è sempre quella: la normativa non prevede spostamenti di questo tipo e, comunque, sarebbe troppo complicato riorganizzare le agende per tutte le innumerevoli esigenze, seppure serie e comprensibili, che possono palesarsi in questo periodo».


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