Vaccini, tanti non in regola Ma sulla proroga è scontro
Nel Lecchese il 5 per cento dei bambini non è in regola con il protocollo vaccinale

Vaccini, tanti non in regola
Ma sulla proroga è scontro

Sanità, un pasticcio La scadenza del 10 settembre potrebbe allungarsi di 40 giorni. Gli istituti segnaleranno gli adempienti all’Ats, che provvederà a contattare le famiglie. Il governo contro la Regione Lombardia

Sono tanti i genitori che in questi giorni, al rientro dalle ferie, si imbattono nella nuova normativa regionale circa l’obbligo vaccinale. Tutti i siti degli istituti comprensivi lecchesi hanno pubblicato in questi giorni il vademecum regionale, con gli obblighi vaccinali da assolvere per chi ha figli da zero a 16 anni. C’è un fitto passaparola tra i genitori, ma i tempi esigui lasciati dalla Regione per la denuncia da fare alla scuola circa lo stato vaccinale, ed eventuali tempi per mettersi in regola con le vaccinazioni, rischia di rappresentare un vero cappio burocratico per molti lecchesi. La Regione Lombardia annuncia tolleranza è una possibile proroga, ma è scontro col governo.

Fissare l’appuntamento

Nei giorni scorsi la dichiarazione dell’assessore al Walfare Giulio Gallera ha solo in parte rassicurato i genitori: «Nessuno l’11 settembre (o il 12, nda) rimarrà a casa». Ma tan’tè. Si tratta comunque di mettersi a scartabellare fascicoli sanitari elettronici, scaricare il modulo, compilarlo, consegnarlo alle segreterie. O, nel caso di genitori inadempienti, telefonare all’Asst, fissare l’appuntamento vaccinale, effettuare le dovute vaccinazioni nelle prossime settimane. Insomma, all’inizio del nuovo anno, tipicamente contrassegnato da decine di incombenze, tra cui su tutte (per le scuole) la definizione dell’organico, questo nuovo impegno risulta per lo meno fastidioso.

Colloqui informativi

Se è vero che gli obblighi vaccinali prevedono tempi ristretti, l’assessore Gallera fa sapere che la Regione non sarà “fiscale”. Primo caso: i i genitori con figli iscritti al nido o alla materna devono presentare il modulo attestante lo stato vaccinale entro il 10 settembre. Tuttavia «se entro il 10 settembre una famiglia non ha presentato la documentazione richiesta, il bambino sarà comunque ammesso a scuola», rimarca Gallera.

Nei successivi dieci giorni, ogni comprensivo stilerà l’elenco degli alunni con relativo stato vaccinale e lo invierà all’Ats. La quale nelle successive due settimane provvederà a effettuare i controlli di chi non è in regola e a contattare i genitori inadempienti per un colloquio informativo. Nei successivi 15 giorni si dovranno effettuare le vaccinazioni, pena l’esclusione dalle lesioni. In breve, dopo l’11 settembre si avrà tempo ancora una quarantina di giorni per mettersi in regola. Diverso il caso per gli iscritti alla primaria o alla secondaria inferiore: anziché l’esclusione dalla scuola è prevista un ammenda fino a 500 euro.

Ma quanti sono i bambini lecchesi non vaccinati? La media si allinea con quella regionale: tra i bambini iscritti ai nidi e alle materne, circa il 5 per cento non è in regola con la vaccinazione esavalente. Il 6 per cento non è immunizzato invece con il trivalente (morbillo, parotite, rosolia), percentuale che si alza al 7,5 per cento alle materne. La percentuale dei non vaccinati (o di chi non ha fatto i richiami) si alza ancora alla primaria: 7,6 per cento non ha fatto l’esavalente, il 9,4 per cento non si è sottoposto invece a vaccino trivalente.


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