«Vaccinatevi, altro che classi separate»
Un bimbo al centro vaccinazioni

«Vaccinatevi, altro che classi separate»

Il casoIl responsabile dell’Unità di malattie infettive del Manzoni: «Il decreto Lorenzin funzionava

Adesso si rischia di creare confusione, è sbagliato consentire di iscrivere i figli senza certificazioni»

Vaccinazioni, classi speciali per i bambini immunodepressi, obbligo sì, ma senza conseguenze per chi non lo assolve. Insomma, temi “caldi” ancor più delle temperature di agosto. Ma Paolo Bonfanti, direttore dell’unità operativa complessa di malattie infettive dell’Asst di Lecco, all’ospedale Manzoni, non volendosi immischiare in questioni politiche, parla di dati scientifici: «Il punto da cui partire è quello che è successo negli ultimi due anni: ovvero il fatto che l’Italia è stata investita, e lo è tutt’ora, da un’epidemia di morbillo, malattia che può avere complicanze molto gravi compresa la morte che in qualche bambino immunodepresso è purtroppo già accaduta. L’Italia prima della legge Lorenzin era seconda solo ai paesi del Terzo Mondo, e prima tra i paesi industrializzati, con più di 5mila casi di morbillo, prima di quel decreto. Una situazione che non si osservava da decenni». Epidemia causata dal calo dell’adesione alla vaccinazione del morbillo: «Eravamo scesi all’85 per cento, soglia non sufficiente per impedire al virus di circolare, visto che il virus trova spazio solo ci sono soggetti ricettivi. E questo ha portato al decreto Lorenzin che ha reintrodotto e ampliato il numero di vaccinazioni obbligatorie, con in più il fatto che nelle scuole ci si possa iscrivere solo se c’è una certificazione dei vaccini fatti o un programma di vaccinazione in atto. Per me questa, vista l’emergenza, è stata una legge necessaria anche se ha spinto molto sull’obbligatorietà, in un’epoca dove si cerca di convincere, più che obbligare».

L’emergenza

Insomma, è emerso un problema di sanità pubblica e si è trovata una soluzione di emergenza: «Il mio pensiero è che sia chiaro che questa nuova svolta crea confusione. Garantire la copertura vaccinale che in alcune regioni come la Lombardia c’è, ma in altre no, è necessario per uscire dall’emergenza morbillo. È vero che l’obbligo vaccinale non viene tolto, ma di fatto viene lasciata la possibilità di iscrivere il bambino senza autocertificazione. E proteggere i bambini immunodepressi mettendoli in classi speciali, in senso epidemiologico non sta in piedi. Non vengono protetti con le classi speciali, ma facendo vaccinare le persone che stanno loro intorno. Il virus trova un serbatoio in chi non è vaccinato e non in chi è vaccinato. Anche perché i bambini, vanno in refettorio, vanno in cortile. Non è sicuramente una soluzione al problema».

I casi a Lecco

I casi di morbillo ci sono anche a Lecco: «Non negli ultimi mesi, ma all’inizio dell’anno e l’anno scorso – precisa il primario di infettivologia -. Abbiamo avuto diversi casi di morbillo tutti in persone adulte. Alcune di queste le abbiamo ricoverate per complicanze. Per lo più polmoniti. Non decine di casi, ma comunque un numero che non vedevamo da anni. Lavoro da nove anni in ospedale e prima i casi erano sporadici. L’anno scorso abbiamo avuto alcuni casi. Ma questo è a causa dell’epidemia. A Monza c’è stato un bambino immunodepresso che è morto. Dall’applicazione della Legge Lorenzin la copertura è diventata adeguata. La legge è servita».


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