Si torna in piscina  Lunedì via libera  ma con tanti dubbi
L’interno della piscina del Bione, dove tra l’altro si allenano gli atleti del nuoto e della pallanuoto

Si torna in piscina

Lunedì via libera

ma con tanti dubbi

Il casoPer il momento il Bione di Lecco resta ancora chiuso. Decisi invece a riaprire Oggiono, Garlate e Merate

Le piscine del territorio si preparano alla riapertura, ma restano ancora in attesa del via libera definitivo. Il decreto regionale che imponeva le chiusure scade domenica 31 maggio e quindi, se dal Pirellone non arriverà una nuova frenata, da lunedì chi vorrà potrà riaprire. Nelle strutture della provincia la situazione è però molto diversificata. Nessuna data ancora è stata fissata per il centro sportivo comunale del Bione a Lecco: entro il fine settimana il Comune attende una risposta definitiva dal gestore dell’impianto che sta ancora valutando tutte le misure necessarie per la sicurezza, tenendo sotto controllo anche la sostenibilità economica.

Le difficoltà

Difficilmente il Bione riaprirà già lunedì. Potrebbero invece riprendere l’attività mercoledì gli impianti di Oggiono e Merate, gestite da Gestisport, come spiega a nome della società Luigi Vescovi: «Noi ci stiamo preparando per ripartire e speriamo di farlo il prima possibile. Per definire la data precisa però dobbiamo attendere il via libera definitivo della Regione: l’ordinanza parla di chiusure fino al 31 maggio, ma non dice il giorno esatto delle riapertura. Se il via libera sarà immediato, contiamo di riprendere l’attività subito dopo il ponte, quindi il 3 giugno è la data più probabile».

Effettuate nel frattempo tutte le operazioni indispensabili a garantire la sicurezza: «Vorremmo riaprire – continua - sia gli impianti al coperto, palestra e piscina, sia allo scoperto, probabilmente con qualche giorno di distanza. Noi abbiamo effettuato tutte le operazione richieste di igienizzazione e di sanificazioni e abbiamo preso tutti quegli accorgimenti necessari alla messa in sicurezza. C’è poi un protocollo per la pulizia e la sanificazione periodica e sarà richiesta la verifica delle temperature e degli eventuali sintomi a dipendenti e clienti. Ci sarà poi un numero massimo di accessi in contemporanea alla palestra e alle piscine e andranno seguite regole di distanziamento e comportamento».

In attesa

Se non arriveranno decisioni diverse dalla Regione, aprirà invece già lunedì 1 giugno la piscina del Pratogrande a Garlate, ma la conferma si potrà avere solo nel fine settimane, in base alle eventuali nuove misure disposte dal Pirellone. La piscina del Lido di Bellano, prevede invece la riapertura al pubblico a partire dal 3 giugno, mentre il bar e il ristorante sono già operativi. Serviranno probabilmente almeno un paio di settimane di attesa per la riapertura della piscina di Barzanò: «Al momento - spiega il direttore Pierantonio Patruno – non abbiamo ancora nessuna data certa. In questo momento sono uscite le linea guida generali dal Ministero dello Sport, con un protocollo unico per le piscine a livello nazionale che però ogni regione deve integrare. La Lombardia potrebbe anche decidere di non modificarle, ma in ogni caso si dovrà esprimere. Io mi aspetto però qualche restrizione in più per le strutture lombarde, visto quanto siamo stati colpiti dal virus, magari sulla capienza o sull’obbligo di uso delle mascherine oppure sulla temperatura». Intanto si sta lavorando per farsi trovare pronti alla riapertura: «Vogliamo riprendere l’attività – continua – il più presto possibile, ma abbiamo bisogno di un tempo tecnico per eseguire alcuni interventi. Per esempio la vasca esterna necessità di lavori di svuotamento, sanificazione, sistemazione delle piastrelle che si rompono l’inverno. Speriamo di farcela per la metà di giugno. Partiremo probabilmente con la piscina esterna che è più gestibile, all’interno invece ci sono anche problemi legati alla ventilazione». Nessuna decisione è invece stata ufficializzata dall’impianto di Nibionno.


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