Scoppia il caso del biogas ad Annone  «Perplessi sull’aumento dei rifiuti»
Il biofiltro nell’impianto di compostaggio

Scoppia il caso del biogas ad Annone

«Perplessi sull’aumento dei rifiuti»

Compostaggio Si apre un altro fronte dopo quello del teleriscaldamento a Valmadrera Il progetto prevede sei silos alti 10 metri. Gli ambientalisti: «Servono misure di sicurezza»

Si apre un altro fronte, oltre a quello del teleriscaldamento.

L’opinione pubblica è sempre divisa sulla rete ad acqua calda, inizialmente pensata per recuperare energia dall’inceneritore di Valmadrera gestito da Silea; ora, il dibattito si sposta sul biogas che verrà prodotto dal compostaggio dei rifiuti di cucina e del verde attuato ad Annone, gestito dalla medesima società.

L’idea

L’idea risale a un paio d’anni fa, ma il caso esplode ora per la riconferma nel piano industriale di Silea, presentato nei giorni scorsi e sviscerato l’altra sera dalla commissione Ambiente del comune di Suello (che confina con Annone), presieduta da Giuseppe Stefanoni, colonna del “Gruppo difesa natura”.

A fine seduta, è stato diffuso alla stampa un comunicato del “Coordinamento rifiuti zero” di Lecco, «non contrario, ma perplesso sull’aumento delle quantità di rifiuti trattati» e altri aspetti emersi in riunione. Sul tonnellaggio, da oltre un anno il sindaco di Annone, Patrizio Sidoti, sta combattendo la propria battaglia. Stefanoni e il Coordinamento rincarano evidenziando i «sei silos alti 10 metri nei quali verranno stoccati i liquami generati dal trattamento anaerobico, per una capacità complessiva di 250.000 litri che dovranno poi essere smaltiti altrove»: chiedono «trasparenza e garanzie, specie sulle misure di sicurezza per evitare sversamenti (cosa già avvenuta nel 2015 con acque derivanti dall’impianto).

Il capannone per il trattamento – aggiunge Stefanoni - sarà alto 13 metri ed è prevista una “torcia” per l’eliminazione del metano, forse in eccedenza, ma con produzione di Co2: come una sorta di fiaccola olimpica, accesa lungo la ciclabile e l’habitat lacuale».

Ieri, poi, anche altre organizzazioni, come il “Circolo ambiente Ilaria Alpi”, sono subito intervenute sul medesimo tema. Da parte delle amministrazioni comunali, per Annone «la criticità sta nell’aumento del quantitativo dei rifiuti trattati nell’impianto, che passeranno dalle attuali 28mila a 35mila».

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