Occupati in aumento   anche a Lecco
Cresce il numero degli occupati, la maggior parte dei contratti è a tempo determinato

Occupati in aumento

anche a Lecco

Nel territorio si conferma il trend nazionale, netta prevalenza dei contratti a tempo determinato. Secondo l’indagine Excelsior, entro la fine di febbraio le imprese lecchesi assumeranno seimila persone

I dati nazionali diffusi dall’Istat sull’occupazione in novembre riflettono la situazione lecchese soprattutto nella forte prevalenza dei contratti a termine rispetto a quelli stabili.

A dirlo è il confronto fra le statistiche nazionali e i dettagli locali dell’indagine Excelsior-Unioncamere, ma la conferma che la tendenza nei fatti stia andando così anche nelle aziende locali arriva anche dal settore Lavoro dell’ente provinciale e dalle segreterie dei sindacati.

In sostanza a livello nazionale calano i senza lavoro e gli inattivi e crescono gli occupati. Rispetto a ottobre in Italia scende leggermente il tasso complessivo di disoccupazione, che con l’11% (dall’11,1% di ottobre) segna il risultato migliore degli ultimi 5 anni. Cresce di 65mila unità e tocca quota 23.183.000 il livello degli occupati, fra cui però i contratti a termine sono 54mila.

Un dato, questo, che conferma il trend registrato dalle ultime rilevazioni Excelsior fra le imprese lecchesi, e che mostra come a fronte dei risultati di crescita del volume d’affari registrato da tempo dalle imprese locali soprattutto dell’industria e dei servizi i contratti di lavoro fatichino ad affermarsi nella stabilità.

Perciò mentre il 15% delle imprese locali si prepara ad assumere entro febbraio 2018 oltre 6mila lavoratori, con crescita di addetti high skill e laureati, e nell’80% dei casi come dipendenti, solo nel 30% dei casi si tratta di contratti a tempo indeterminato. Il balzo degli occupati dunque c’è ma la stragrande maggioranza dei nuovi contratti è a scadenza.

A dare una doppia lettura del dato sul trend dell’occupazione a Lecco è Giuseppe Scaccabarozzi, consigliere provinciale con delega al Lavoro: «Senza dubbio – afferma – la crescita del numero di occupati è anche solo di per sé un dato positivo, un indicatore che la ripresa c’è, altrimenti non ci sarebbero nemmeno le assunzioni per quanto non stabili. Dall’altro lato – aggiunge Scaccabarozzi – pesa il limite di contratti di lavoro ancora troppo flessibili, e fra questi mettiamo anche i contratti a tempo determinato. Ora dobbiamo contare sul fatto che il trend positivo dell’economia si confermi in un periodo sufficientemente lungo per consentire alle imprese di stabilizzare più lavoratori possibili, perché la vera occupazione è quella a tempo indeterminato».

Scaccabarozzi ricorda anche il valore del dato sulla cassa integrazione, con un totale delle ore autorizzate che da tempo anche in provincia di Lecco è in progressivo calo: «In sintesi – conclude -, senza semplificare eccessivamente ricordo che alla mancanza di lavoro è preferibile un lavoro anche se flessibile, purché limitato nel tempo. Il diritto al lavoro è costituzionale e questo ci deve guidare nelle iniziative da mettere in campo per favorire contratti stabili».

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