«Non siamo complici   siamo anche noi vittime»
Il segretario generale della Fabi Sileoni ieri all’incontro al NH Hotel Ponte Vecchio

«Non siamo complici

siamo anche noi vittime»

A Lecco il segretario generale del sindacato Federazione autonoma bancari italiani, si è parlato anche degli scandali del credito degli ultimi anni: «Anche i nostri risparmi sono stati messi negli istituti»

Sono stati oltre duecento i bancari che – da Lecco e non solo– hanno gremito la sala conferenze dell’NH Hotel Pontevecchio per ascoltare le parole del segretario generale della Federazione autonoma bancari italiani (Fabi), Lando Maria Sileoni.

A organizzare l’assemblea straordinaria è stato il coordinatore della Fabi lecchese, Luca Dell’Oro, che ha parlato di «un’occasione storica per far sentire ancor di più la vicinanza della segreteria nazionale ai territori, in questo momento di grande difficoltà ed evoluzione del settore. Era dal 1992 che un segretario generale non veniva qui nella nostra provincia».

Quindi, parola a Sileoni, che ha aperto il proprio intervento con una panoramica sullo tsunami che ha travolto il settore, ricordandone le conseguenze e soffermandosi in particolare sugli scandali bancari. «In ciascuna di queste situazioni c’erano diverse costanti: l’uomo solo al comando, il fatto che tutti sapevano tutto e la trasversalità di interessi dietro gli istituti di credito. Adesso ci sono parlamentari che si strappano le vesti per queste vicende, che sono entrati a far parte della commissione d’inchiesta, ma erano a conoscenza e ora il loro è solo un calcolo elettorale».

Queste vicende, comunque, non hanno lasciato indenne il mondo delle banche, con i clienti che hanno perso fiducia. «L’opinione pubblica considera i banchieri ladri e le banche sciacalli. Qui a Lecco la situazione è sana, ma la diffidenza ormai la si nota ovunque, anche nel Lecchese. Eppure, noi non siamo complici, ma vittime. Anche i nostri risparmi sono nelle “nostre” banche. Ora dobbiamo lavorare per recuperare il rapporto di fiducia, ma non è semplice».

Via via, Sileoni ha toccato una serie di argomenti, dalla trasformazione delle popolari e delle banche di credito cooperativo in spa, fino ad arrivare al cambiamento tecnologico che impone nuovi modelli di servizio. Quindi, uno sguardo alle prossime non facili sfide che il primo sindacato dei bancari - con oltre 110mila iscritti - dovrà affrontare di qui a breve: il rinnovo dei contratti nazionali del credito cooperativo di Abi, nonché il mantenimento dei livelli occupazionali nelle banche, con una Bce che avrà un ruolo sempre più preponderante di controllo e amministrazione del settore. «In un momento di difficoltà senza precedenti per la categoria, dovremo rinnovare il contratto nazionale Abi rendendolo coerente con la nuova organizzazione del lavoro. Non accetteremo mai però che l’innovazione digitale venga utilizzata dalle banche come alibi per tagliare posti di lavoro. Così come non accetteremo che nel nuovo contratto delle banche di credito cooperativo il costo del 50% degli ammortizzatori sociali per gestire gli esuberi di settore sia fatto pagare ai lavoratori».


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