Navigator, 10mila   i lecchesi papabili

Navigator, 10mila

i lecchesi papabili

Reddito di cittadinanza: Tanti sono coloro che, nella nostra provincia, avrebbero i requisiti per aspirare al posto - Potrebbe essere un’opzione ghiotta per i neolaureati, con il rischio però che ai concorsi si iscrivano “forestieri”

Oltre diecimila lecchesi teoricamente in possesso dei requisiti di idoneità, ma anche il serio rischio che candidati forestieri arrivino in loco a beffarli.

L’altra faccia della medaglia del reddito di cittadinanza (manca ormai solo un mese all’avvio del modello welfare più discusso del decennio) sono i cosiddetti navigator. No, non ci sono di mezzo guerre stellati o simili fascinazioni, si tratta solamente di un roboante inglesismo per definire coloro che guideranno i candidati alla ricerca del giusto posto di lavoro.

La figura è in realtà ancora avvolta da una certa fumosità. In tv, ad esempio, ha buon gioco Maurizio Crozza a fare della facile ironia in merito («I navigator riceveranno una formazione, quindi ci sarà qualcuno che li forma. E forse anche qualcuno che forma chi li forma?»). In effetti, il rischio del cortocircuito è abbastanza elevato, a partire dal fatto che, a detta di molti addetti ai lavori, non ci sarà certo occupazione per tutti i futuri percettori del reddito.

Ciò che è tuttavia certo è che la figura del navigator entrerà in gioco a maggio inoltrato, e, una volta assunto, riceverà una formazione sul campo dai 6 agli 8 mesi.

Ma come verranno scelti? Stando al decreto, la platea nazionale sarà di diecimila professionisti, seimila dei quali scelti da Anpal (l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) e quattromila in carico ai centri per l’impiego provinciali. Per i primi, quelli afferenti all’ente ministeriale, sarà pubblicato un bando già nei prossimi giorni.

La retribuzione dei navigator sarà di circa 30mila euro lordi annui, circa 1-700 netti al mese. La durata del contratto? Due anni, con la possibilità che la misura viaggi poi su binari non più temporanei, e quindi di poter accedere a un contratto a tempo indeterminato.

Già, ma a chi è rivolta questa succosa chance? A quanto pare non ci sarebbero limitazioni d’età, solamente di istruzione. La partecipazione al bando per i seimila posti da navigator sarà aperto infatti solamente a chi possieda una laurea magistrale in economia, giurisprudenza, sociologia, scienze politiche o scienze della formazione.

Nel complesso, si tratta di indirizzi di studi che nell’ultimo lustro hanno raccolto, tra i lecchesi cinti d’alloro, circa un terzo del totale delle lauree. In poche parole su una quota totale di oltre 35mila laureati lecchesi, almeno diecimila potrebbero ritenersi in lizza per l’ambito posto di navigator.

Chiaro, la maggioranza di loro ha già un’occupazione, ma l’opzione potrebbe diventare ghiotta tra i neolaureati che stentano a farsi largo nei campi dell’insegnamento, o che ancora sono lontani a conquistarsi l’agognato traguardo del praticantato o del posto in banca.

Chiaro, il rischio è anche l’opposto. Ossia che, come avviene con buona parte dei concorsi su base nazionale, le province del Nord Italia finiscano “invase” dalle colonie forestiere.

Nulla di male, chiaramente, anche se considerando la platea privilegiata dell’erogazione del reddito di cittadinanza, equivarrebbe probabilmente a un’ulteriore beffa.


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