Marco Fortis non ha dubbi

«Due anni di forte crescita»

Confindustria Lecco: l’intervento del direttore della fondazione Edison:«Possiamo avere fiducia sul rilancio dell’economia»

Marco Fortis non ha dubbi «Due anni di forte crescita»
Marco Fortis

«Da qui ai prossimi due anni possiamo contare su una crescita quasi cinese e guadagnare in efficienza per gli anni successivi». Lo ha affermato Marco Fortis, vicepresidente e direttore della Fondazione Edison, intervenuto ieri per una lettura dello scenario economico e sociale all’assemblea in modalità telematica di Confindustria Lecco-Sondrio.

«Siamo un’economia efficiente in senso sia produttivo – ha aggiunto Fortis -, ottava al mondo in ambito G20, sia nell’attenzione al consumo delle risorse visto che siamo al terzo posto per minori emissioni di CO2 dietro solo alla Francia, che tuttavia ha il nucleare, e all’Argentina, che non ha quasi industria. E in campo industriale siamo sesti per robot installati al mondo. Con un leader come Draghi e con le previsioni Ocse sull’Italia, che nel 2022 crescerà del 4%, possiamo avere fiducia in un forte rilancio della nostra economia».

Con l’arrivo dei fondi europe e sulla base delle previsioni Ocse possiamo dunque “contare su un Pil con forte rimbalzo, se le risorse saranno indirizzate a investimenti produttivi, come senz’altro farà Draghi, mettendo fine alla distribuzione di denari a pioggia. Ora – ha aggiunto – abbiamo un presidente del Consiglio che non è secondo a nessuno a livello mondiale. Draghi ha uno standing altissimo, è una personalità così forte da mettere l’Italia in posizione vincente, e certo non butterà i soldi per accontentare fazioni politiche. Avere Draghi inoltre ci cautela anche sul piano dello spread».

Fortis ha illustrato uno scenario poco consueto nel racconto di come va l’economia nazionale. Ha detto che negli ultimi 4-5 anni l’Italia si è mossa «con tassi di crescita positivi, che non si vedevano da 20 anni. Significa che le risorse in arrivo si incardinano su un tessuto forte, a differenza di quello che avevamo nel 2011 per la crisi dei debiti sovrani».

Ha ricordato che non era mai accaduto che per tre anni, dal 2015 al 2018, si verificassero cinque fattori concomitanti: un Pil medio superiore ogni anno all’1%, una crescita media annua delle ore lavorate sopra l’1%, una riduzione della pressione fiscale oltre l’1% del Pil, una riduzione della spesa pubblica corrente e unariduzione del rapporto debito pubblico-pil maggiore dell’1% sul triennio. «Un triennio – ha aggiunto Fortis – che ha visto la riforma del mercato del lavoro e l’arrivo del piano Industria 4.0, per citare i due aspetti più importanti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA