«L’unico paziente  in intensiva  non è vaccinato»
Il reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Manzoni in prima linea dall’inizio dell’emergenza Covid

«L’unico paziente

in intensiva

non è vaccinato»

L’intervista Mario Tavola, primario di Rianimazione a Lecco: «Il siero va reso obbligatorio, nell’interesse di tutti»

Venerdì, purtroppo, è entrato in rianimazione all’ospedale Manzoni di Lecco il primo, nuovo, malato di Covid da maggio a questa parte. Non vaccinato. Mentre, in estate, la Terapia Intensiva si era lentamente svuotata dei “vecchi” casi (chi entra in Rianimazione ci resta per settimane), non si vedevano nuovi ingressi da maggio.

Questa volta, però, è successo: uno straniero non vaccinato che non si sa dove abbia contratto il Covid, è finito nei letti del reparto retto dall’anestesista-rianimatore Mario Tavola.

Il virus resta in agguato, insomma, anche se per fortuna la massiccia campagna vaccinale ha drasticamente ridotto i casi gravi e limitato enormemente il numero di quanti sono costretti a ricorrere alla cure ospedaliere perché il Covid li colpisce in una forma particolarmente pesante.

Intransigente

Inutile aggiungere che per Tavola è sempre un dolore, veder ancora muoversi tra i suoi letti questo virus che già tanti lutti ha portato anche a Lecco. E così la sua posizione, da sempre molto netta, decisa, persino drastica, diventa ancora più rigida.

Dottor Tavola, l’obbligatorietà è davvero il modo giusto per uscire dalla pandemia?

L’unico modo per superare il non rispetto dei doveri sociali, di alcune persone, è l’obbligatorietà. I “no vax” sono una minoranza rumorosa, ma che fa danno perché tendenzialmente alcuni diventano anche pericolosi. Perché sollevano il dubbio in modo a volte articolato. Compresi alcuni colleghi.

Non è questione di opinioni, secondo me, ma di rispetto delle regole. Ci possono essere opinioni diverse, ma nel rispetto delle regole. La stessa Costituzione prevede che l’accesso al servizio sanitario nazionale sia libero. Nessuno è obbligato a farsi curare, salvo però situazioni particolari che mettano in pericolo la comunità sociale.

Non è una bufala, né una montatura, il vaccino: se non ci vacciniamo avremo ancora danni e non sappiamo per quanto tempo e per quante persone. A meno che si sostenga davvero che non ci sono stati morti per Covid, né malati…».

Nessuna “dittatura sanitaria” quindi?

Ma che dittatura è voler curare e farsi curare? Che uno sia libero di vaccinarsi o meno, a me sta bene. Ma si deve assumere le proprie responsabilità. Non imponiamo nulla a nessuno. Non è stato imposto a nessuno di venirsi a curare. Si può curare a casa sua, se vuole, come dicono i sostenitori dell’esistenza di cure domiciliari. O si può rivolgere a quei colleghi che dicono che non serve vaccinarsi. Sono decine anche a Lecco, no? Lo dico senza ironia: rispetto le posizioni di tutti. Non cerco neanche di far cambiare loro idea. Ma poi quando hanno il problema, non è che devono venire da noi a bussare…

Sbagliano indirizzo, se vogliono essere coerenti.

E la terza dose? Cosa ne pensa?

Se i numeri e l’epidemiologia dicono che è necessaria, allora la faremo. Non vedo macchinazioni neanche qui. Faccio un ragionamento da incompetente: ma qualcuno si è mai posto lo stesso problema quando tutti gli anni rifacciamo l’antinfluenzale?

Mi stupirei che il vaccino Covid durasse tutta la vita. È un virus anche il Covid, per cui rischia di comportarsi come l’influenza. Per cui se i numeri e chi fa le valutazioni correttamente, ovvero gli epidemiologi, gli infettivologi, i microbiologi e l’Istituto Superiore della Sanità ritengono che sia necessario fare la terza dose, la si farà.

O ci si fida della scienza, oppure se si vuole fare senza, ripeto, ce ne si assume le responsabilità, senza scaricare le conseguenze sugli altri. È semplice coerenza.

Dottor Tavola, chiarissimo. Ma come sta andando il contagio? Ci sono malati gravi?

Siamo in leggera crescita. Oggi abbiamo ricoverato il primo paziente Covid in rianimazione proveniente dall’estero. E non vaccinato. Era da fine maggio che non vedevamo più un nuovo caso Covid in rianimazione.

Naturalmente chi viene da noi è un caso grave. Poi ci sono pazienti arrivati per altre problematiche (infarti, traumi importanti, ecc.), ma con un riscontro di tampone positivo, e con cariche virali molto basse. E si sono negativizzati subito. E questi erano vaccinati. Due negli ultimi quindici giorni. Prima neanche quelli.

Cosa si aspetta dall’autunno alle porte?

Probabilmente un leggero incremento di casistica, con problematiche Covid importanti tra i non vaccinati. Poi altri che arriveranno, anche vaccinati, e si negativizzeranno in pochi giorni.

Per precauzione li teniamo solo isolati dagli altri, ma ci occupiamo delle loro altre patologie. Nei vaccinati sono altre le malattie che ci fanno preoccupare…


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