Lecco. Tubettificio europeo

Il 2 maggio nuovo incontro

In questi giorni i dipendenti devono decidere se vogliono passare nella “new co” che nasce a giugno

Lecco. Tubettificio europeo Il 2 maggio nuovo incontro

Come far ripartire il Tubettificio europeo? Un’indicazione - che poi servirà da traccia per la trattativa sindacale - la si avrà il 2 maggio, quando si terrà l’incontro tra la direzione aziendale e i sindacati (Fim-Fiom-Uilm).

Rispetto ad oggi, il 2 maggio le parti conosceranno il numero dei dipendenti del Tubettificio europeo che vogliono essere assunti dalla new co, la nuova società (un srl) che sarà costituita il primo giugno. Gli altri resteranno nell’organico del Tubetto, per poi essere inseriti nelle liste di mobilità o per essere accompagnati alla pensione (sono una decina di lavoratori), o perché hanno l’opportunità di essere assunti da un’altra impresa.

Mauro Castelli della Fiom-Cgil spiega: «Tutto dipende da quanti lavoratori passeranno nella new co. Sulla base di questo numero si potrà impostare la trattativa con l’azienda, che ha espresso la necessità di avere un costo del lavoro che garantisca l’equilibrio economico». Il ragionamento dei responsabili aziendali è questo: se con gli attuali 120 dipendenti e con l’attuale costo del lavoro il Tubettificio europeo è arrivato al baratro del fallimento, per avere una prospettiva la nuova impresa deve migliorare la marginalità, e quindi tagliare i costi, e tra questi ci sono le spese per il personale.Il piano aziendale prevede che, almeno nella fase iniziale, l’equilibrio tra costi e ricavi si raggiunga con un organico di 60 persone (la metà degli attuali dipendenti), alle quali in un momento successivo si potranno aggiungere altre 20. Per contro, i sindacati chiedono risposte per tutti i 120 dipendenti.

Dal 2 maggio, quando ci saranno i numeri sull’organico della new co, si potrà avviare il confronto sugli strumenti da utilizzare. «Premessa d’obbligo - sottolinea Giovanni Gianola della Fim - è che va trovata una risposta a tutti i 120 lavoratori in organico. Da questo punto si possono valutare le varie possibilità: una riduzione d’orario che però, per motivi organizzativi, è difficile da applicare in fabbrica; la rinuncia dei lavoratori ad alcune voci salariali, a fronte di puntuali garanzie sulle prospettive occupazionali a lungo termine. Ma, lo ripeto, queste sono ipotesi che si possono fare oggi sulla carta. Il confronto potrà essere avviato solo dal 2 maggio».

Enrico Azzaro, segretario della Uilm: «Il progetto di costituzione della nuova società va concretizzato e spiegato in tempi brevi. I lavoratori non possono restare troppo tempo nel limbo dell’incertezza in cui si trovano. Servono subito risposte che consentano ai lavoratori di avere un minimo di prospettiva. Sulla necessità - continua Azzaro - che la nuova azienda trovi una linea di sostenibilità economica siamo d’accordo, ma sugli strumenti da utilizzare serve un confronto chiaro che coinvolga i lavoratori».

© RIPRODUZIONE RISERVATA