Lecco. Sondaggio sulla quarantena  «Risposte ai bisogni della città»
Un caffè da asporto: pillole di ritorno alla normalità (Foto by foto menegazzo)

Lecco. Sondaggio sulla quarantena

«Risposte ai bisogni della città»

Gattinoni: «Ai lecchesi mancavano socialità, valori, chiarezza. Abbiamo capito che serviranno tanta innovazione e soluzioni articolate»

«Innovazione e risposte integrate: questa è la grande lezione che abbiamo imparato dall’emergenza Covid-19». Le parole del candidato di centrosinistra Mauro Gattinoni hanno chiuso l’incontro organizzato ieri da Fattore Lecco e consegnato una tesi già in parte strutturata con il contributo del docente di Imprenditorialità presso la Business School del Trinity College di Dublino Giulio Buciuni, la testimonianza del lecchese Giacomo Galli, ma soprattutto il sondaggio eseguito nei giorni scorsi dalla civica capitanata dallo stesso Gattinoni. «Nel cuore della pandemia – è l’introduzione al progetto, senza valenza scientifica - Fattore Lecco ha voluto indagare la condizione e lo stato d’animo dei lecchesi».

«Tra il 19 ed il 30 aprile, quando ci si avvicinava all’allentamento della Fase 1 di chiusura totale, era importante capire come stessero le famiglie della nostra città, da quali fatiche e quali cicatrici fossero state segnate; con quali forze e con quali speranze si accingessero ad un “nuovo” che sapeva ancora di incerto». I risultati portano in dote, ad esempio, un 80% che ha nostalgia della vita sociale, un 76% che ha riflettuto sui valori della vita per manifestare agli altri emozioni positive, un 40% che ha capito che chi assume ruoli di responsabilità deve avere necessariamente competenze, un 50% che avverte una forte incertezza relativa alle norme e un 38% invece riguardo la perdita di quotidianità.

«Ci è stato chiesto come si potesse portare avanti le idee anche in tempo di quarantena – è stata la chiosa di Gattinoni – e la nostra risposta è nei fatti: un attento lavoro di ascolto, in tutti i modi in cui ci è stato possibile farlo e che ci ha permesso di avere un’immagine del presente. Condizione necessaria, quest’ultima, per immaginare il domani».

La prima considerazione che possiamo condividere è il grande bisogno di innovazione nella didattica, nel sistema di servizi, nel modo di lavorare. Seconda necessità è quella di dare risposte integrate: se devo dare una soluzione al lavoro, al contempo ne devo offrire una per la scuola, se prometto più spazio ai commercianti devo anche cambiare viabilità, se si tratta di aprire un parco occorre anche pensare ad un sistema vigilanza. In fondo si tratta di avere capacità di lettura del presente e di sopportare un piccolo passo indietro dei bisogni individuali. Questa forse è la lezione che abbiamo imparato»


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