«Lecco, si potevano evitare  almeno 450 decessi»
Un’immagine di un malato in terapia intensiva

«Lecco, si potevano evitare

almeno 450 decessi»

La ricerca Tamponi a tappeto e tracciamento efficace. Si sarebbero limitate diffusione e mortalità del virus

Un uso massivo dei tamponi e un’app di tracciamento realmente funzionante avrebbe potuto ridurre la mortalità da Covid fino al 72%.

A sostenerlo, con uno studio incentrato proprio sulla prima ondata di coronavirus in provincia di Lecco, è un team di ricercatori dell’Institute of smart systems and artificial intelligence dell’Università Nazarbayev in Kazakistan, guidato dal professor Askat Kuzdeuov.

Gli scienziati kazaki hanno realizzato un modello matematico in grado di riprodurre l’andamento dell’epidemia. Sulla base della diffusione del virus, i ricercatori hanno simulato l’effetto di un sistema di tracciamento efficace e di un alto numero di tamponi sul numero di contagi e quindi di decessi.

Modello

Per realizzare questo studio, pubblicato negli scorsi giorni su “Open Journal of Engineering in Medicine and Biology” è stata scelta la provincia di Lecco in quanto si trova in Lombardia, l’area europea più colpita dalla prima ondata dal virus, e per le sue piccole dimensioni che rendono più efficace e aderente alla realtà il modello matematico elaborato.

«Il nostro obiettivo – spiega professor Askat Kuzdeuov – era quello di elaborare una modello epidemiologico che potesse fornire dati statistici affidabili e strumenti di simulazione realistici, fondamentali per un processo decisionale informato».

Nella simulazione elaborata dal team kazako è stato considerato il periodo compreso tra fine gennaio 2020 e luglio dello stesso anno. Il numero dei contagi ufficiali, circa 3.500 in quel periodo nella nostra provincia, è stato moltiplicato per sei come da studio di sieroprevalenza pubblicato dal ministero della Salute la scorsa estate. Le vittime reali registrate in quel periodo nel nostro territorio sono state valutate in 630, ripartendo il dato regionale, l’unico pubblico per quelle prime settimane di emergenza sanitaria, in base alla popolazione.

Correttivi

Sono stati inseriti dei fattori correttivi alla velocità di propagazione dell’epidemia relativi alle diverse limitazioni e lockdown. Inoltre è stata assunta come omogenea la densità di abitanti provinciali e non è stato inserito come fattore dirimente quello dell’età delle persone che hanno contratto il virus.

Con queste condizioni di partenza, sono state effettuate diverse simulazioni per vedere l’effetto sull’andamento della pandemia di un’app di tracciamento efficace e diffusa oppure di una campagna massiva di tamponi sulla popolazione, andando a valutare quindi attraverso un modello matematico il numero dei contagi che sarebbero stati scoperti, con conseguenti quarantene, isolamenti, rotture delle catene dei contagi e quindi minori decessi.

Sorpresa

Quel che è emerso è che con un’app di tracciamento utilizzata fin dall’inizio da tutta la popolazione e con un numero di 20 tamponi al giorno ogni 1000 abitanti (quasi 7mila per la nostra provincia) vi sarebbero stati soltanto 177 decessi invece che 630 con una riduzione del 72%. Con l’app utilizzata da metà della popolazione e con 10 tamponi giornalieri ogni 1000 abitanti la riduzione sarebbe comunque stata del 40%.

Ovviamente in quelle prime settimane di pandemia, che hanno completamente colto di sorpresa il sistema sanitario regionale e nazionale, non c’era capacità di fare tamponi se non poche migliaia al giorno in tutta la Lombardia mentre Immuni, con tutti i suoi limiti, è stata lanciata soltanto a giugno e scaricata a oggi soltanto da un italiano su cinque.

Ma in estate, con i contagi quasi azzerati, ci sarebbe stato tempo per predisporre un modello di controllo impostato su queste modalità che avrebbe certamente permesso di limitare le vittime della seconda ondata, oltre 400 da ottobre a oggi.
S. Sca.


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