Lecco. «Sgravi fiscali   ancora insufficienti»
Stanziati 3 miliardi per ridurre in quest’anno il cuneo fiscale, altri 5 sono previsti per il 2021

Lecco. «Sgravi fiscali

ancora insufficienti»

È imminente la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del bonus Irpef, sarà in busta paga da luglio - I sindacati insistono sulla necessità di azioni contro l’evasione che consentano di abbassare il carico impositivo

È imminente la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Dl sul “bonus Irpef”, che stanzia 3 miliardi per il taglio delle tasse sul lavoro per i dipendenti.

Altri 5 miliardi sono previsti sul 2021 per un nuovo intervento che, come per gli 80 euro del “bonus Renzi”, perlomeno nelle intenzioni punta a migliorare le buste paga e a rilanciare i consumi. Il risultato resta da misurare, visto che le più recenti rilevazioni dell’Istat ci dicono che nei primi 9 mesi del 2019 la pressione fiscale per le famiglie è aumentata fino ad essere la più alta dal 2015.

Il meccanismo di erogazione del nuovo bonus resta da definire ma, che sia applicato come detrazione fiscale o decontribuzione, di fatto i dipendenti avranno diritto a un beneficio di 100 euro (20 per chi già riceve 80 euro di bonus Renzi) a partire da luglio 2020, con interventi a scalare su diversi scaglioni salariali.

Per Cgil, Cisl e Uil, e anche per le associazioni d’impresa, il taglio del cuneo fiscale è «un primo passo nella direzione giusta, ma del tutto insufficiente», mentre non mancano voci critiche fra gli imprenditori. Fra queste Walter Cortiana che (vedere articolo in pagina) dice «sì ai bonus che sono sicuramente un aiuto ai redditi più contenuti, ma questo tipo di misure diventano anche una spada di Damocle e uno strumento di ricatto da parte del lavoratore dipendente nel momento in cui (cosa che, le assicuro, sta capitando) alcuni dicono di non voler più fare straordinari per non perdere il beneficio in busta paga».

Da parte sindacale il segretario generale della Cgil Diego Riva dice che «l’intervento è positivo, tantopiù che ha allargato la platea dei beneficiari. È la direzione giusta, verso le nostre aspettative. Ma non è sufficiente, perché serve un’operazione molto più generale per affrontare la questione della restituzione di soldi in più ai lavoratori, partendo anche dal rilancio del recupera da evasione fiscale, da utilizzare per ridurre le tasse a tutti, con interventi anche sugli scaglioni Irpef. Oltre a ciò come sindacati abbiamo chiesto anche la detassazione degli aumenti che si ottengono in sede di contratti nazionali».

Per il segretario generale della Uil del Lario, Salvatore Monteduro, «dagli 80 euro al nuovo taglio del cuneo fiscale, è positivo che si sia di fronte a interventi strutturali. Ma è urgente snellire tutta la burocrazia che grava sull’imposizione fiscale. Servono due interventi: una riforma fiscale più equa a salvaguardia delle fasce più deboli e medie e che eviti di cambiare regole di anno in anno, visto che ciò comporta il continuo cambiamento di software di gestione delle buste paga, con relativo aumento di costi». «Tre miliardi – afferma la segretaria Cisl di Lecco e Monza, Rita Pavan – per un vero intervento sono una cifra esigua, siamo a un primo passo ma del tutto insufficiente. Serve una vera riforma del fisco che rimoduli le aliquote soprattutto per dipendenti e pensionati».


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