Lecco. Sciopero e tensione  alla Spreafico frutta
Il camion fermato all’ingresso dello stabilimento di Dolzago

Lecco. Sciopero e tensione

alla Spreafico frutta

Un Tir forza il picchetto durante un’agitazione di lavoratrici Cgil, potesta per il passaggio dal part time al tempo pieno

Momenti drammatici si sono vissuti ieri davanti allo stabilimento di “Spreafico frutta”, lungo la provinciale 51, scenario di un nuovo sciopero dei lavoratori, stavolta però limitato agli aderenti alla Cgil, ai quali si sono uniti colleghi che non si riconoscono in alcuna sigla: tutti, solidali con gli addetti (sono soprattutto donne) della cosiddetta “quarta gamma”, ovvero il reparto di produzione delle macedonie.

Mentre era in corso la mobilitazione, motivata da orari e contratti, attorno alle 10.30 un camion ha tentato di forzare il presidio. «A quanto ci è stato riferito dal collega che era presente – ha riferito Barbara Cortinovis, segretaria generale della Filcams Cgil di Lecco – l’autista ha deliberatamente accelerato, mettendo a repentaglio la sicurezza dei lavoratori. Lo stabilimento è dotato di telecamere, quindi sarà sicuramente possibile documentare nei dettagli il gravissimo episodio. Lo sciopero si stava svolgendo, naturalmente, sotto l’egida del sindacato e nel rispetto di tutte le norme; ne avevamo ovviamente informato le forze dell’ordine, la Prefettura e la Digos. Ora, valuteremo profili di responsabilità imputabili all’autista, per sporgere eventualmente denuncia».

La reazione dei manifestanti è stata subito di grande spavento e sconcerto; sono seguiti attimi di forti tensioni con il guidatore del mezzo, mentre sopraggiungevano i carabinieri di Oggiono con il comandante, Nicolino Ombrosi, rimasto poi sul posto coi militari per tutto il resto della mattinata. Lo sciopero è proseguito per protestare nel merito. Come riferito dalla Cortinovis, «abbiamo sempre tenuto alta l’attenzione, dallo scorso luglio – quando le precedenti agitazioni, promosse da Si Cobas, avevano portato perfino al blocco della strada provinciale 51 – attivando periodici tavoli di confronto; la scorsa settimana, ci eravamo lasciati con l’impegno, concordato con la cooperativa Spazio Lavoro e l’azienda, a trasformare contratti part time in full time ma, un paio di giorni fa, abbiamo saputo che ciò è successo per una decina di lavoratori, e per altrettanti no. I contratti sono stati proposti a lavoratori appartenenti ai Si Cobas, mentre noi rivendichiamo uguali diritti per tutti: vogliamo equità rispetto alle condizioni di lavoro e al salario, all’interno dello stabilimento».

Il contratto full time andrebbe a regolarizzare situazioni emerse fin dalla scorsa estate: «Nella “quarta gamma” vengono, di fatto, richieste ai lavoratori part time dieci o undici ore al giorno: si tratta di full time fisiologici, che noi chiediamo siano regolarizzati con un salario che dia poi luogo a contribuiti e tredicesima proporzionali - ribadisce il sindacato Filcams - Al momento, invece, si tratta di part time con straordinari, ai quali, per giunta, chi vorrebbe sottrarsi per impegni famigliari viene guardato molto male».

È quanto sostenevano ieri le lavoratrici, durante l’agitazione; la stessa Cortinovis ha peraltro ricordato loro che «Cgil ha firmato, lo scorso 15 dicembre, un accordo su cinque giorni lavorativi, da lunedì a sabato, e non su sei: chi fa sei giorni, deve vedersi riconosciuto il 25% di maggiorazione sul giorno in più».


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