Lecco. Protezione civile

Servono volontari, aperto il bando

Il servizio, nel gruppo ora sono attive 27 persone - L’attività di prevenzione e gestione delle emergenze

Lecco. Protezione civile Servono volontari, aperto il bando
La vasca ripulita nel vecchio nucleo di Movedo

Un bando aperto fino a giugno per cercare nuovi volontari, una città che deve sempre tenere monitorati i suoi punti fragili tra torrenti e versanti rocciosi in quasi tutti i rioni.

È questo il filo rosso che lega gli obiettivi e la squadra del gruppo comunale dei volontari di Protezione civile, coordinato da Franco Aromatisi e supportato dal servizio di Protezione civile di Palazzo Bovara (parte del settore guidato dalla comandante Monica Porta e sotto la responsabilità dell’ingegnere Monica Cameroni).

«Di fatto, la Protezione civile interviene per attività di prevenzione e gestione di calamità naturali, ma anche di tutti gli eventi di stato emergenza, come lo è adesso il Covid – riassume Simona Piazza, titolare della delega - La squadra è composta da 27 elementi, tra i quali 3 donne e 10 nuovi ingressi con il bando aperto lo scorso anno. Ci aspettiamo anche quest’anno che cittadini e cittadine rispondano positivamente per offrire parte del proprio tempo a favore della collettività. Si tratta di un impegno attivo, concreto, capace di portare i volontari a gestire emergenze e calamità naturali. Settimanalmente si provvede alla movimentazione macchinari (i mezzi e i generatori) perché siano pronti in caso di emergenza, a percorsi di formazione proprio per consentire ai volontari di essere sempre pronti e operativi in situazioni difficili e spesso imprevidibili».

Ma quali sono i punti critici della città? Ad approfondire la questione è la responsabile di servizio del Comune, Monica Cameroni. «L’elemento che caratterizza il nostro territorio è la presenza di montagne e corsi d’acqua, che ci porta ad un rischio idrogeologico costante (per quanto non sempre attivo, ovviamente). I corsi d’acqua sono brevi e piccoli, e con poca acqua nella maggior parte dell’anno. Complici però elementi meteorologici sempre più intensi, le criticità diventano improvvise. I punti monitorati diventano allora le vasche di trattenuta del materiale lungo i corsi d’acqua, ma non solo. Ad esempio in via Porta, in prossimità del sottopasso ferroviario, sono state installate delle transenne proprio per evitare che la gente passi nei momenti in cui l’acqua straborda. Tornando però alle circa 50 vasche cittadine, cerchiamo di tenerle sempre pulite ed è in atto un progetto per renderle il più possibile leggibili dai volontari e consentire loro un monitoraggio costante sui livelli di riempimento. Penso ad esempio al versante fra Acquate, Falghera e Bonacina, e alla vasca in fondo a via Movedo realizzata nel 2016».

E poi c’è la caduta massi delle aree pedemontane. «Il Comune ha sempre fatto monitoraggio sul tema – prosegue Monica Cameroni - Ho seguito il lavoro a fine dell’anno scorso in via del Sarto a Chiuso. Le chiamate per cadute di massi intorno alle case realizzate nell’area dell’ex cava hanno reso necessaria una pulizia di tutto il coronamento della vegetazione e la sostituzione di alcune reti del vallo paramassi (attualmente in itinere)».

Oltre alle calamità naturali, però, ci sono anche le emergenze di vario genere. Una su tutti, il Covid.

«La squadra cittadina è stata al fianco dei servizi comunali – riprende Simona Piazza - dei lecchesi e dei servizi territoriali. Hanno provveduto alla consegna a domicilio della spesa durante il primo lockdown, all’operatività del drive through del Bione, attualmente anche al presidio e all’accoglienza dei cittadini che si rivolgono al centro vaccinale allestito al Palataurus. Penso però anche al monitoraggio del territorio per verificare il distanziamento dei ragazzi durante la ripresa dell’anno scolastico, in particolare modo tra il sottopasso della stazione e via Balicco».

© RIPRODUZIONE RISERVATA