Lecco. Pensioni anticipate

Restano i dubbi

Il Governo ha annunciato uno sgravio fiscale sugli interessi da pagare per l’Ape volontaria. Secondo i sindacati, i costi del nuovo strumento sono ancora troppo alti: «Se rimane così non ci saranno adesioni»

Lecco. Pensioni anticipate Restano i dubbi
Una manifestazione dei pensionati: il Governo deve decidere quali strumenti adottare per rendere più flessibile l’accesso alle pensione

I sindacati lecchesi di Cgil, Cisl e Uil stanno per chiamare a raccolta i delegati in un’assemblea sulle novità del pacchetto previdenza e pensioni.

A dirlo è il segretario della Uil lecchese, Salvatore Monteduro, che aggiunge che per fissare la data si aspetta l’esito dell’incontro di oggi a Palazzo Chigi fra Governo e sindacati. Un tavolo, questo, forse non decisivo nel definire i nodi ancora irrisolti, come quello delle categorie dei lavori usuranti, ma importante per conoscere quanto dei 6 miliardi stanziati sui 3 anni sarà destinato sul 2017 dalla legge di bilancio e, su tale base, chiarire quanti lavoratori entreranno nei benefici previsti.

In tale ottica, tutta dipendente dalle cifre che il Governo metterà nella legge di bilancio che sarà approvata sabato, si colloca anche l’Ape volontaria, che permette di lasciare il lavoro fino a tre anni prima dell’età pensionabile a fronte di un prestito bancario da rimborsare in vent’anni, con costi bancari e assicurativi che sfiorano il 5% annuo a carico dei lavoratori.

Vista come un favore del Governo a banche e assicurazioni, l’Ape volontaria è da settimane oggetto di pressione sul Governo perché troppo costosa per i lavoratori. In proposito è di ieri la novità per cui lo Stato si farà carico di un abbattimento degli interessi bancari pari al 50% con detrazione sull’Irpef nella denuncia redditi, per una misura che a Lecco raccoglie pareri diversi tra Cgil, Cisl e Uil.

«Non cambia molto – afferma il segretario della Cgil Wolfango Pirelli –, visto che parliamo solo del 50% della parte interessi. Noi continuiamo ad essere contrari all’Ape volontaria, troppo costosa, mentre siamo d’accordo sull’Ape social e tutta la parte sulle pensioni quali la no tax area o l’estensione della 14ma alle pensioni basse».

«Se si vuole che i pensionandi utilizzino l’Ape volontaria – afferma il segretario della Uil del Lario, Monteduro – bisogna che costi il meno possibile ai singoli. Un conto è spuntare oneri finanziari del 2% e altra cosa è avere il 4-5%. In proposito bisogna vedere cosa il Governo riuscirà a strappare dalla convenzione con banche e assicurazioni. Si possono attenuare i costi se lo Stato si fa carico di una parte sostanziosa e definita nella legge di bilancio, ma se si rimanda la definizione della cifra a tempi successivi ne uscirà inevitabilmente una misura costosa, che i singoli lavoratori non richiederanno facendola fallire a priori».

Per la segretaria della Cisl di Monza Brianza e Lecco, Riva Pavan, «tutto ciò che riduce i costi per i lavoratori, anche nel caso dell’Ape volontaria, è positivo. Ma per una valutazione serve ora avere le cifre complessive messe in campo sui diversi segmenti del pacchetto pensioni».

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