Lecco. Metalmeccanico   è stato ridotto alla metà
Un’azienda metalmeccanica lecchese. Confermati anche nel Lecchese crollo di fatturato e ordine ad aprile (Foto by archivio)

Lecco. Metalmeccanico

è stato ridotto alla metà

La congiuntura: l’allarme di Federmeccanica: il fatturato di aprile è crollato del 54% rispetto a febbraio - Il dato nazionale confermato anche per Lecco. Giacomo Riva: «Il governo deve rilanciare l’economia»

Il dato nazionale della produzione metalmeccanica si ritrova in pieno nella situazione lecchese. Federmeccanica diffonde la nuova indagine congiunturale con i dati dei volumi realizzati in aprile, in piena emergenza coronavirus, e mostra che in Italia il settore ha accusato un crollo del 54,6% rispetto a febbraio.

I mesi del lockdown hanno colpito duro anche nella metalmeccanica locale, dove ora gli imprenditori cercano di capire come andrà il mercato, visto che in Italia la categoria pensa che a causa della crisi da coronavirus perderà quote di mercato interno (lo teme il 41% degli imprenditori italiani) ed estero (47%).

«La tendenza nazionale rilevata da Federmeccanica non può che essere confermata anche sul nostro territorio, dove il sentiment generale suggerisce indicatori in discesa. Non vogliamo essere pessimisti – dichiara in una nota Giacomo Riva, presidente della categoria merceologica metalmeccanico in Confindustria Lecco e Sondrio -, ma dobbiamo essere realisti. E la realtà dei dati indica una crisi profonda, della quale non conosciamo ancora l’esatta dimensione ma che per il nostro settore si profila come peggiore rispetto alle ultime due fasi recessive».

Quindi, che fare in una situazione post-emergenza che vede le imprese del settore alle prese con una sostanziale mancanza di nuovi ordini?

La richiesta al Governo è quella di «un’azione incisiva e misure adeguate al rilancio dell’economia, per evitare che gli effetti della crisi in atto, con la perdita di quote di mercato e di occupazione, possano diventare disastrosi per il sistema produttivo e per tutto il Paese», aggiunge Riva, che rinnova richieste ormai note quali «infrastrutture, sostegno importante agli investimenti e alla liquidità delle imprese», tutte cose «rimaste inattuate. Ora si deve passare all’azione senza dimenticare che il taglio al costo del lavoro è uno degli elementi fondamentali per mettere più soldi in busta paga e far ripartire i consumi».

Da parte loro gli imprenditori metalmeccanici si impegnano a «guardare avanti con spirito costruttivo attraverso l’avvio di alcune attività che si affiancheranno a quanto attiene il tema del contratto di lavoro, che naturalmente resterà di importanza centrale. Penso in particolare – conclude Riva - a un approccio basato sull’analisi dettagliata dei comparti produttivi del territorio e sui rapporti che legano le nostre imprese tra loro, anche a prescindere dalle singole impostazioni contrattuali e merceologiche. Partendo da una riflessione approfondita sono convinto che trarremo spunti fondamentali per nuove sinergie, utili per affrontare in maniera innovativa e sempre più efficace il mercato domestico e i mercati internazionali».


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