Lecco. «L’Isola Viscontea  deve rimanere alla  città»
L’Isola Viscontea è bene d’interesse storico culturale

Lecco. «L’Isola Viscontea

deve rimanere alla città»

Così Zanini, presidente di Appello per Lecco che ha animato le iniziative con un gruppo di volontari - Brivio: «Chi compra dovrà confrontarsi con il Comune»

«Pensare di abitare su un’isola privata con pontile e attracco. Immaginare di vivere in una struttura d’epoca circondato solo dall’acqua in totale privacy»: inizia in questo modo l’annuncio di vendita dell’Isola Viscontea apparso negli scorsi giorni sul sito dell’agenzia di vendita Engel&Völkers.

Un annuncio che spinge ad immaginare l’isola come oasi di privacy e relax, alla portata di chi si può permettere di spendere 1,7 milioni di euro per l’acquisto e poi farsi anche carico delle ingenti spese di ristrutturazione dell’immobile.

Una prospettiva ben lontana dal sogno, coltivato per anni da Appello per Lecco, di rendere l’Isola Viscontea uno dei principali luoghi pubblici di cultura e aggregazione della città. La notizia non ha però colpo di sorpresa Rinaldo Zanini, presidente dell’associazione che per 4 anni ha animato l’Isola con i propri volontari: «Era una voce che girava e che ora sembra essersi concretizzata, almeno come annuncio di vendita. Noi non riuscimmo ad acquistarla per mancanza di accordo sul piano contrattuale con la proprietà».

Secondo Zanini però non può esistere altra opzione che non sia la fruizione pubblica: «Spero che questa volta, se acquistata, possa essere rimessa in gioco a scopo pubblico, anche perché mi sembra che il Pgt lo definisca in maniera chiara. Auspico davvero che questa possa essere la volta buona affinché Lecco possa tornare a riutilizzare l’Isola come luogo di incontro. Era infatti diventata una piazza importantissima per la città».

E le istituzioni come dovrebbero comportarsi? «Se l’obiettivo è recuperare quel luogo con una funzione pubblica – conclude Zanini – allora mi auguro che il Comune possa giocare una partita attiva. Come Appello potremo condividere, se qualcuno ce lo dovesse chiedere, quel tanto di esperienza e di progettualità che avevamo portato avanti negli scorsi anni. Noi non siamo gelosi degli strumenti, siamo assolutamente proattivi sugli obiettivi».

Sul futuro dell’Isola Viscontea si esprime anche il sindaco di Lecco Virginio Brivio: «Ogni dinamismo che si innesca sul fronte della rigenerazione di luoghi abbandonati e che hanno anche una destinazione turistica è positivo. L’isola è molto bella e attraente, ma dal punto di vista dei volumi si può mettere a posto quello che esiste, con soli modesti ampliamenti visti i vincoli che ci sono».

Quale potrà essere l’utilizzo però è ancora tutto da capire: «Oggi – continua Brivio – chi acquista l’Isola non è vincolato a un utilizzo pubblico, ma è chiaro che quando ci sarà da fare una convenzione con il Comune, per esempio per ottenere deroghe sull’accessibilità, si potrà concordare la possibilità di un utilizzo pubblico».

Il valore culturale dell’Isola viene riconosciuto dallo stesso annuncio della Engel&Völkers: «Rappresenta – si legge – un pezzo di storia della Lombardia, le prime mappe che la ritraggono risalgono all’anno 1723. Si presume che venne utilizzata come fortino di difesa divenendo, in seguito, una casa di pescatori. Nel febbraio 2013 il Fai ha classificato l’Isola come Luogo del Cuore ed è bene di interesse storico».

L’eventuale compratore viene però messo anche in guardia circa le difficoltà burocratiche che ci saranno da affrontare: «Necessaria – continua l’annuncio – una totale ristrutturazione, da concordare con la Soprintendenza dei beni culturali. Nessun ponte, per quanto breve la distanza dalla terra ferma, 11 metri, collega l’isola alla terraferma: è possibile verificare la fattibilità di un ponte pedonale».


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