Lecco. «L’aumento dell’Iva  sarebbe un disastro»
Solo nelle prossime settimane si saprà se l’Iva verrà aumentata

Lecco. «L’aumento dell’Iva

sarebbe un disastro»

Apprensione per l’aggiornamento del Def: «I nostri competitor europei applicano aliquote inferiori, le risorse per la Flat Tax devono essere trovate altrove»

Le aziende del commercio e del turismo, quindi quelle che anche nel Lecchese sono in prima linea nell’accusare i cali nei consumi, in vista della prossima nota di aggiornamento del Def (il documento di economia e finanza) confidano nel fatto che il Governo Conte tenga fede alle recenti dichiarazioni di voler sterilizzare l’aumento dell’Iva nel 2019.

Sono ancora troppi, dicono in Confcommercio e in Federalberghi, i “se” che condizionano un’ipotesi, quella dell’aumento dell’imposta, che commercianti, albergatori e ristoratori vivono come una spada di Damocle sul potere di spesa degli italiani e quindi sui loro business.

Dopo l’aumento dell’Iva al 22% scattato l’1 ottobre 2013 potrebbe dunque arrivarne un altro nel 2019 in base a quanto fu istituito dal Governo Monti per permettere all’Italia di stare nei parametri di rapporto deficit/Pil decisi dall’Unione Europea. Il mezzo per tranquillizzare l’Ue è stata l’introduzione di quella clausola di salvaguardia la cui applicazione da tre anni slitta di anno in anno. L’aumento dell’Iva avrebbe come conseguenza una contrazione dei consumi che è difficile possa essere bilanciata da una possibile introduzione della flat tax e del reddito di cittadinanza (misure queste che, se applicate, potrebbero avere carattere espansivo).

Sul tema le opinioni di economisti e operatori si dividono e i dubbi di chi ogni giorni vende beni e servizi agli italiani restano, soprattutto sui benefici concreti della flat tax, sulla quale, sottolineano il direttore di Confcommercio, Alberto Riva, e il presidente di Federalberghi, Severino Beri, l’attesa è ora quella di conoscere i numeri per valutare l’eventuale crescita che la stessa porterebbe nei consumi.

Soprattutto, ci si aspetta di conoscere il prezzo di tutto ciò e, quindi, quali misure compensative, e relative entità economiche, il Governo metterà in campo per rendere possibile la sterilizzazione dell’Iva in legge di Bilancio per il 2019.

Ancora qualche settimana e si avranno le idee più chiare, quando, poco prima di fine settembre, il nuovo Def chiarirà il quadro programmatico del Governo in preparazione della legge di Bilancio.

A tre mesi dall’entrata in carica del Governo Conte il presidente di Federalberghi, Severino Beri, ribadisce, come aveva già dichiarato a inizio giugno, che «l’aumento dell’Iva sarebbe deleterio per il turismo, a fronte di nostri competitor europei che in Francia e Spagna applicano aliquote Iva molto più vantaggiose delle nostre. Ritengo – aggiunge – che le risorse per Flat tax e reddito di cittadinanza vadano trovate altrove, perché aumentare l’Iva porterebbe solo a un crollo di domanda interna producendo un effetto contrario a quello ipotizzato. D’altra parte, il Governo ha ovviamente tutto l’interesse a mantenere gli impegni presi con gli elettori, fra cui il non aumento dell’Iva, e ciò anche se mi rendo conto che le dinamiche in campo sono complesse e che non sia facile mantenere tutte le promesse fatte, visto che, per quanto ci si dia da fare, la coperta delle risorse è comunque corta».


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