Lecco. Il tasso sottozero  piace agli operatori
Il tasso negativo sui depositi delle banche alla Bce punta a rilanciare la produzione

Lecco. Il tasso sottozero

piace agli operatori

Costo del denaro: Pontiggia (Bcc): «Fungerà da stimolo», gli immobiliaristi: «Investire in case sarà conveniente ma le banche non faranno più crediti »

La recente stretta sui tassi negativi che gravano sui fondi che le banche depositano nella Bce ha voluto essere uno stimolo affinché gli istituti di credito anziché tenersi i soldi li prestino a famiglie e imprese rilanciando produzione e lavoro. L’annuncio di Mario Draghi risale al 10 marzo, mentre in queste ore i dati ci dicono che febbraio è stato ancora un mese di deflazione, con prezzi in calo come sintomo di una domanda di beni ancora depressa, un dato che si porta dietro tutto il suo carico di preoccupazioni sulla produzione delle imprese e sui posti di lavoro.

A Lecco raccogliamo fra banche, consulenti finanziari, costruttori edili e intermediari immobiliari i pareri sulla scelta di Draghi che, ci dicono un po’ tutti gli interpellati, è positiva nelle intenzioni di stimolare la crescita ma non determinante nello smuovere in modo significativo concessioni di mutui casa e finanziamenti alle imprese. «La scelta della Bce – afferma il presidente della Bcc Alta Brianza Giovanni Pontiggia – va in una direzione di stimolo della ripresa di cui abbiamo già visto gli effetti positivi tramite un’azione analoga negli Usa. Più che un provvedimento finanziario – aggiunge Pontiggia – l’operazione è una misura strutturale, ma con incidenza pur sempre minimale visto che parliamo di un calo di centesimi di punto di un tasso da tempo già molto basso. Ora la risposta dei mercati è fortemente da valutare».

«Non credo – afferma il presidente di Ance Lecco Sergio Piazza - che ora scatterà più flessibilità nelle banche per erogare mutui casa. Le banche sono sempre più selettive e credo che se ritengono che non ci siano requisiti per erogare preferiranno lasciare i loro soldi in Bce anche a costo di pagare per lasciarveli. Tanto poi per recuperare possono rivalersi sulle condizioni da applicare ai correntisti». Ma sul suo settore Piazza intravvede uno spiraglio virtuoso, visto che se lasciare i soldi in banca non renderà quasi più nulla allora è meglio investirli in case da mettere a reddito. Sempre dal mondo immobiliare, a dirci che «vedremo, o meno, la bontà della mossa della Bce sui mutui casa non prima di sei mesi» è Sergio Colombo, presidente di Fimaa Confcommercio. «Per ora – afferma Colombo – nei dati dei giorni scorsi Lecco per numero di compravendite immobiliari è l’ultima in Lombardia, con un calo del 9,5% nel 2015 sul 2014. La gente è talmente impaurita dalle notizie finanziarie, dal lavoro che manca, dalle tasse da sospendere ogni decisione».

Sfiducia sull’efficacia della misura in relazione all’andamento dell’economia arriva anche da Francesco Zamperini, oggi consulente finanziario fra l’altro di Ance Lecco e Asconfidi Lombardia e un passato responsabile crediti in Bpl e in Deutsche Bank. «La misura della Bce potrebbe servire - afferma Zamperini – se ci fosse una richiesta di credito, ma ho l’impressione che nel contesto attuale il problema vero non sia tanto il tasso d’interesse quanto il fatto che famiglie e imprese non sono propense a utilizzare soldi. La pressione della Bce sull’economia - conclude - non avrà effetti eclatanti: per chi ha progetti brillanti e requisiti per farseli finanziare questo è il momento giusto, così come lo è per chi potendo pagare rate di mutuo vuol comprare casa portandosi a casa per 20 anni un tasso fisso basso. Per il resto, il cavallo non ha ancora voglia di bere».

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