Lecco. «Filiera dell’acciaio  Il peggio è passato»
Secondo Antonio Marcegaglia il momento peggiore per l’acciaio potrebbe essere passato

Lecco. «Filiera dell’acciaio

Il peggio è passato»

Gli scenari: incontro Siderweb sulle prospettive, Marcegaglia: «Per il nostro gruppo già a maggio l’Italia è tornata ad essere un importante mercato di sbocco»

La parte peggiore della crisi, per l’acciaio, potrebbe già essere alle spalle. Questa è l’opinione – e al contempo l’auspicio – del presidente e amministratore delegato del Gruppo Marcegaglia, ospite ieri dell’ultimo webinar organizzato da Siderweb.

Antonio Marcegaglia ha fatto il punto, intervistato dal direttore generale della community dell’acciaio Lucio Dall’Angelo, su situazione e prospettive per la siderurgia.

Il suo intervento è andato in scena nell’ambito di “Mercato & Dintorni”, il nuovo progetto di Siderweb finalizzato ad approfondire gli sviluppi del comparto siderurgico italiano che ha fatto il suo esordio ieri concentrandosi sul bilancio del primo mese dalla fine del lockdown attraverso l’analisi dei prezzi e l’andamento dei mercati siderurgici.

«Siamo alle prese con un periodo epocale, con una situazione che ha stravolto le economie e le abitudini sociali, con risvolti sanitari drammatici e la dimostrazione di quanto il mondo sia interdipendente – ha esordito Marcegaglia -. Fare previsioni non è semplice e i dati sono critici. Ma sono convinto che il peggio, per quanto riguarda il calo in termini di volume e di fatturato, sia già alle spalle. Tanto che sono portato a credere che già a giugno o al più tardi a luglio si potrà tornare su livelli non tanto distanti da quelli che hanno preceduto l’emergenza Covid».

In altre parole, sarà un «anno drammatico» secondo Marcegaglia, che immagina la siderurgia in calo di 12-15 punti in termini di volumi e di 20-25 punti come fatturato. Ma qualcosa ha già iniziato a muoversi, come dimostra l’esperienza del suo gruppo, per il quale già a maggio l’Italia è tornata ad essere un importante mercato di sbocco. «Ricordiamo che la seconda parte dell’anno scorso non è stata brillante ed è rimasta lontana da 2017 e inizio 2018. Temo piuttosto che un elemento di perdita di valore possa arrivare ad assumere una connotazione strutturale».

Strutturale resta invece la limitazione generale di alcuni aspetti della siderurgia europea, che ad esempio soffre la carenza di materie prime, nel raffronto con altre aree del mondo, come pure il costo del lavoro e di quello energetico, non tra i più competitivi.

«Sicuramente - ha continuato - assisteremo a un riassetto dei mercati e ad una certa regionalizzazione, ma non credo sia possibile per l’acciaio un fenomeno di reshoring particolarmente intenso; l’autarchia siderurgica non è possibile, e comunque non è nel suo interesse, per l’industria europea».

Da europeista convinto, il manager non ha lesinato critiche nei confronti dei limiti dell’Ue, ma «se sommiamo Mes, Sure e Bond abbiamo la possibilità di accedere a risorse importanti e di cui abbiamo drammaticamente bisogno. Lasciamo stare gli stupidi nazionalismi».


© RIPRODUZIONE RISERVATA