Lecco, a marzo i vigili  avranno la pistola
Da marzo gli agenti della Polizia locale di Lecco saranno armati

Lecco, a marzo i vigili

avranno la pistola

Sicurezza La comandante: «Una scelta di responsabilità concordata con l’amministrazione comunale». Un percorso già in atto, con un primo addestramento già effettuato negli ultimi mesi al poligono di Monza

Quarantatré pistole in dotazione da marzo agli agenti di Polizia locale, come necessario strumento di autotutela e in netta continuità con quello che era il regolamento varato nel 2016 (che aveva tuttavia inizialmente prodotto la sola dotazione degli spray al peperoncino).

Ad annunciarlo è la comandante del corpo lecchese, Monica Porta, che conferma: «Nessun allarme, soltanto una scelta di responsabilità concordata con l’amministrazione comunale». La dirigente (perché alla comandante sono di fatto associate anche le funzioni legate al settore viabilità) ha infatti colto l’occasione dell’inizio del nuovo anno per una prima stesura di obiettivi: sicurezza e monitoraggio in una città in cui gli agenti lavorano già su tre turni e su un’operatività dalle 7 alle 24 («Non molti Comuni ci riescono, ve l’assicuro»).

Lo prevede il regolamento

E poi, la novità. Il servizio armato che inizierà dalla prossima primavera. «Il regolamento di Polizia locale varato a Lecco nel 2016 parla chiaro – sono le parole della comandante -. Il corpo fa servizio armato. Personalmente non ho fatto altro che prendere atto di questa indicazione, mentre l’amministrazione comunale ha confermato le sue intenzioni stanziando le risorse necessarie. Nel concreto, entro fine marzo gli agenti della Polizia locale di Lecco inizieranno a fare servizio armato. Si tratta di un percorso già in atto, con un primo addestramento già in archivio tra novembre e dicembre al poligono di Monza, e con altre esercitazioni già in calendario prima del definitivo certificato di idoneità al maneggio delle armi. Dopodiché, si tratterà anche di assistere a lezioni di gruppo sul corretto uso dell’arma, dal momento che il maneggio di una pistola ha anche e soprattutto a che fare con la gestione di implicazioni psicologiche».

Fondine di ultima generazione

Non solo competenze tecniche e psicologiche, però. In gioco c’è anche un’ampia gamma di attrezzature rinnovate, al di là delle 41 pistole (una per ogni agente operativo) e delle due di riserva del corpo. «A livello logistico – continua la comandante - la dotazione non prevederà semplicemente le pistole, ma anche fondine di ultima generazione con sganci di sicurezza (vale a dire che l’arma sarà estraibile soltanto dall’agente, ponendo la mano con una certa angolatura e impugnatura) e giubbini antiproiettile, antitaglio e antiurto relativamente a situazioni di posti di controllo, di interventi Tso o risse».

Insomma, una scelta ben lontana dal Far west, ma «responsabile, che scaturisce dalle mansioni ormai quotidianamente in capo alla Polizia locale. Sentenze recenti la equiparano alle forze dell’ordine in termini di obbligo di intervento (in caso contrario incorrerebbero in un reato). È evidente però che occorre lo facciano con i giusti strumenti di autotutela». La questione servizio armato è stata però l’occasione per tracciare il bilancio sicurezza nella città di Lecco. «Distinguiamo due piani – è la risposta di Porta – sul fronte dei reati e dei furti veniamo sostanzialmente da anni che si mantengono in tendenza. Occorre implementare il monitoraggio e i presidi sulle singole aree, ma è anche un tema che condividiamo con le forze dell’ordine. Se invece parliamo di degrado urbano, credo si possa affermare che non si tratta di una situazione allarmante. Certo, è un campo molto più frastagliato: un conto è il questuante molesto, tutt’altra storia è la persona senza fissa dimora, magari con fragilità. Il daspo urbano? Recenti sentenze hanno confermato che non si possano staccare ordini di allontanamento come fossero divieti di sosta: devono esserci situazioni di rischio e precedenti penali. Non è uno strumento utilizzabile a cuor leggero».


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