Lecco. Effetto crisi e Jobs act  Vertenze di lavoro in calo
La Cisl ha presentato il bilancio 2015 sulle vertenze individuali nelle imprese lecchesi

Lecco. Effetto crisi e Jobs act

Vertenze di lavoro in calo

La Cisl presenta il bilancio sui contenziosi tra dipendenti e imprese

Todeschini: «Il grosso della nostra attività ha riguardato il recupero crediti»

A causa della crisi le vertenze individuali sono praticamente colate a picco: solo quando si perde il lavoro si decide di far valere i propri diritti; altrimenti, vista la situazione economica complessiva, si preferisce ingoiare il rospo, aspettando tempi migliori.

Il quadro dipinto ieri nella sede provinciale della Cisl a Lecco riguardo le vertenze sindacali, ha messo in luce un fatto: le condizioni di lavoro sono ancora, spesso, complicate. Lo conferma un dato su tutti: il 2015 secondo le aspettative sarebbe dovuto essere quello della ripresa economica, ma ha visto andare in crisi numerose aziende, prevalentemente di piccole dimensioni, tanto che le vertenze – finalizzate spesso al recupero di crediti insoluti – hanno riguardato 436 lavoratori, 208 alle prese con cause individuali, 67 con vertenze collettive e 161 alle prese con 72 procedimenti fallimentari.

«Ci aspettavamo lo scorso anno un pur lento cambio di passo – ha affermato Mario Todeschini, responsabile organizzativo della Cisl Lecco-Monza -, ma abbiamo visto nei nostri uffici ancora un alto numero di lavoratori espulsi dal ciclo produttivo per fallimenti che purtroppo hanno continuato a verificarsi».

In questo senso, la situazione è cambiata. «Il contenzioso individuale tipico è calato in modo consistente: prima le vertenze erano legate a temi contrattuali (tipologia di inquadramento, orari, organizzazione), ma negli ultimi anni per effetto della crisi questa fenomenologia è quasi scomparsa. Ora si privilegia il mantenimento del posto, ma questo è anche il risultato di numerosi interventi sulla regolamentazione dei posti di lavoro, tra Jobs Act e ridefinizione dei contratti a tempo determinato».

Da non sottovalutare anche il fatto che ora il dipendente che avvia una vertenza deve sopportare i costi legali, tutt’altro che indifferenti. Per accedere alla magistratura, in relazione all’ammontare della richiesta, si può arrivare a spendere 259 euro. E in caso di sconfitta, le spese legali ammontano a 3, 4mila euro. Un bel deterrente. «Lo scorso anno abbiamo lavorato soprattutto per recuperare crediti e siamo riusciti a rimettere nelle tasche dei lavoratori 12 milioni di euro tra Lecco (circa 5 milioni) e Monza. Il 2016 – ha concluso Todeschini - è partito sulla falsariga dell’anno precedente».

Venendo ai comparti più delicati, sotto questo aspetto, spicca il commercio nelle sue varie forme: 264 le vertenze avviate nel 2015 tra Lecco e Monza. “Solo” 150 quelle relative al mondo della meccanica, mentre edili-legno si sono fermati a 112. Seguono 65 nel settore dei trasporti e 35 nei chimici.


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