Lecco, disabile costretta   a scendere dal bus
Un bus di Linee Lecco. Il grave episodio è avvenuto martedì a Laorca

Lecco, disabile costretta

a scendere dal bus

Il caso La ragazza, che frequenta il centro Laorca Lab, aveva dimenticato a casa l’abbonamento

L’autista non ha voluto sentire ragioni. Il padre: «Mia figlia piangeva, c’era bisogno di lasciarla per strada?»

Aggredita verbalmente e fatta scendere dal pullman, dall’autista, perché aveva dimenticato l’abbonamento annuale a casa. Questo quanto accaduto martedì a Laorca, attorno alle 13, sull’autobus della linea 1, a una ragazza di 25 anni con disabilità. Un episodio che il padre ha voluto segnalare e rendere pubblico con una lettera inviata sia alla società di trasporti e sia al nostro giornale.

A raccontare l’accaduto è Claudio Scaccabarozzi, che in quel momento era al telefono con la figlia e ha quindi potuto ascoltare l’intera comunicazione avvenuta fra la giovane e l’autista di Linee Lecco.

«Voglio denunciare – ha scritto - un fatto che ritengo particolarmente grave di cui è stata vittima mia figlia, ragazza con disabilità che frequenta il centro Laorca Lab insieme ad altri coetanei con varie fragilità. È in possesso di un abbonamento annuale rilasciato dalla Regione, “Io Viaggio Ovunque in Lombardia”. Martedì è salita sull’autobus delle 13.05 alla fermata dell’asilo di Laorca, lungo la vecchia Lecco Ballabio, zona trafficata e molto pericolosa, ma si è accorta che non aveva con l’abbonamento».

Quei momenti

A quel punto la ragazza ha cercato di spiegare l’accaduto ricevendo in cambio una reazione dai toni molto forti: «L’autista, che ormai dovrebbe conoscere i ragazzi e sa bene che viaggiano con regolare carta di trasporto, dopo averla aggredita verbalmente l’ha fatta scendere dall’autobus, sotto gli occhi piuttosto spaventati dei compagni. Quello che ho sentito è stata una vera e propria aggressione verbale. In un tono alterato l’ha ripresa più di una volta. Le gridava: “Tu che sei al telefono. Tu che fai finta di telefonare. O tiri fuori l’abbonamento. O paghi il biglietto. O scendi”. Mia figlia non ha avuto un atteggiamento strafottente nei confronti dell’autista, l’ho sentita balbettare e non ha provato ad accampare scuse, non è stata arrogante o prepotente, o maleducata, lei. Aveva il magone e si è messa a piangere: non poteva bastare chiederle di stare più attenta e eventualmente passare negli uffici al pomeriggio per mostrare l’abbonamento?».

Fortunatamente la ragazza ha potuto avvisare i genitori che sono andati a prenderla immediatamente: «Mi chiedo, - continua il padre – cosa sarebbe successo se non avesse avuto il telefono o se fosse stato scarico, come è già capitato. Oppure che sarebbe accaduto se fosse successo qualcosa  lungo quella strada pericolosa o se qualcuno si fosse avvicinato a lei durante l’attesa. Era necessario farla scendere dal pullman? Inoltre, per questi ragazzi prendere i mezzi di trasporto da soli  è molto importante e atteggiamenti di questo genere possono scoraggiare i loro faticosissimi  percorsi  di autonomia».

Il precedente

Non è la prima volta che si verificano problemi con gli autubus a Laorca: «Un paio di mesi fa, sempre alle 13, l’autista a quanto pare “era distratto” e non si è fermato: due ragazzi sono rimasti alla pensilina,  altri due tra cui mia figlia,  in attesa alla fermata dopo, sono corsi dietro il pullman lungo la provinciale per farlo fermare. Una volta riusciti a salire sono stati sgridati perché il bus non può fermarsi lontano dalle fermate».

L’azienda, da noi contattata nella giornata di ieri, ha riferito che prima di esprimersi sull’accaduto intende ascoltare il racconto dell’autista.


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