Lecco, ci vorranno anni per riaprire il teatro
Il Teatro della Società pieno di gente: le porte sono chiuse da quasi un anno e non si vede una luce in fondo al tunnel

Lecco, ci vorranno anni
per riaprire il teatro

L’inchiesta/1 Le porte dello storico edificio di piazza Garibaldi sono sbarrate da dieci mesi ed è tutto fermo. Non c’è ancora un appalto per progettare i lavori. Il sindaco Brivio ammette i ritardi ma dice: «Recupereremo»

Il dipinto di Orlando Sora, che orna la volta del Teatro, ha complicato le valutazioni riguardo gli elementi di staticità della copertura. La presenza di amianto, a sua volta, ha reso ancor più problematica la definizione di un percorso di conservazione dell’opera in totale sicurezza. Infine, le opere inizialmente in agenda non erano sufficienti a conseguire i certificati definitivi di prevenzione incendi.

Un elemento si è quindi sommato all’altro, moltiplicando di fatto l’entropia delle valutazioni e delle analisi tecniche. Così facendo, un anno è ormai quasi completamente esaurito senza alcuna novità nei passaggi formali che condurranno agli interventi di messa in sicurezza del Teatro Sociale. Sulla piccola Scala della città di Lecco sembra essersi abbattuta una sorta di tempesta perfetta. E non sono in pochi ora a temere che i tempi andranno allungandosi con invariabile (e teatrale) continuità.

Quattro passaggi
Una cosa è certa: dei quattro passaggi chiave dell’intera operazione, non è ancora terminato il primo. L’intenzione dell’amministrazione comunale sarebbe infatti quella di consegnare il corpus di valutazioni degli enti esterni deputati (parliamo di Arpa, della Soprintendenza e dei Vigili del Fuoco) all’incarico esterno cui, tramite bando di gara non ancora pubblicato, verrà affidato l’onere della progettazione definitiva. Quindi, saranno appaltate le opere definite della suddetta progettazione e, archiviata l’aggiudicazione, sarà poi il tempo di metterle in atto. Quattro tappe, insomma, non si scappa. E dopo quasi un intero anno di chiusura del Sociale si vede a malapena la luce in fondo al primo tunnel. A quanto trapela dal Comune, sarebbe infatti questione di qualche settimana per vedere appaltato l’incarico di progettazione.

Il nodo dell’amianto
Eppure, gli elementi cruciali sono ancora tutti da risolvere. L’amianto verrà rimosso? O, inconciliabile con la conservazione dei dipinti, sarà semplicemente tenuto monitorato? Le uscite di sicurezza e tutte le altre indicazioni necessarie ai certificati antincendio definitivi saranno inserite già nel bando per l’incarico progettuale, magari sacrificando ulteriori settimane o mesi? La valutazione finale è certamente in capo al Comune che si trova certamente nella non facile posizione di dover riunire le fila di tutte le perplessità e le specifiche di Arpa (sul tema amianto), della Soprintendenza (a difesa dell’opera di Orlando Sora) e dei vigili del Fuoco.

La matassa del Teatro Sociale si era tuttavia ingarbugliata due anni fa. La perizia redatta da una società esterna al Comune aveva di fatto indicato alcune criticità urgenti in diverse opere pubbliche comunale. Ne era scaturito, tanto per fare qualche esempio, il rifacimento della copertura della sala consiliare e alcune pesanti opere di consolidamento in via Sassi e a palazzo Belgiojoso. Alcune indicazioni aggiuntive, invece, erano rimaste sul tavolo. Una su tutte, appunto, la risistemazione della volta del Teatro Sociale. A differenza delle altre criticità si era scelto di attendere il termine della stagione 2016-2017. Quindi, nel maggio scorso, la chiusura ufficiale.

Ottimismo fuori posto
Inizialmente, le dichiarazioni pubbliche avevano parlato di mesi. Ma gli addetti ai lavori avevano compreso immediatamente che la portata della chiusura sarebbe stata di ben altro ordine di grandezza. Da parte sua, il sindaco Virginio Brivio, ribadisce che il tempo trascorso (sono ormai 10 mesi) non deve per forza definirsi perso: «L’obiettivo è quello di consegnare all’incaricato per la progettazione una serie di indicazioni precise e complete, già passate dall’analisi degli enti esterni. E quindi, in sostanza, di non perdere tempo in futuro. I tempi si sono dilatati, siamo i primi ad ammetterlo, ma è anche vero che diverse autorità devono dire la loro sugli elementi base di una progettazione seria. Il tempo perso, per così dire, contiamo di recuperato a livello attuativo, badando che non emergano varianti in corso d’opera o in corso di attuazione».

E’ però evidente che sul tavolo delle valutazioni (sia del Comune, sia degli enti esterni) ci sono diversi temi che ancora attendono una quadra: dall’amianto alle opere di sicurezza complementari, dalla ristrutturazione della volta vera e propria alla conservazione dei dipinti del Sora. E, come abbiamo già avuto modo di ribadire, un anno è ormai già passato.


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