Lecco. Cassa integrazione

In quattro mesi giù del 70%

Dati confortanti dal centro studi della Uil, Monteduro: «La diminuzione dura ormai dal 2015». Ma manca il dato sul fondo per le piccole imprese

Lecco. Cassa integrazione In quattro mesi giù del 70%
E’ il metalmeccanico a trainare la ripresa e il drastico calo della cassa integrazione

La ripresa economica è stabile e costante. È questa l’importante lettura, senza dubbio positiva, che la Uil del Lario ha fatto sulla base del quarto Rapporto sulla cassa integrazione, che ha permesso al sindacato guidato dal segretario Salvatore Monteduro di evidenziare elementi di netto progresso, specialmente nel raffronto tra il primo quadrimestre del 2017 con quello dello scorso anno.

I dati elaborati dall’ufficio studi della Uil propongono una serie di spunti interessanti, a partire dalla situazione del ricorso alla cassa ordinaria. Confrontando il mese di aprile 2017 con quello del 2016 si nota una flessione di 54 punti, ma se si usa come termine di paragone il marzo passato si realizza una crescita enorme: +6.271,4%, da 2.563 ore a 163.299.

Guardando i quadrimestri, invece, il calo registrato è di 75,7 punti. A livello complessivo, comunque, la contrazione per Lecco è pari al 70% (-2.065 lavoratori in cassa, da 2.949 a 884), con benefici per tutti i settori produttivi.

Monteduro rileva però che i dati sono purtroppo ancora parziali, in quanto «manca all’appello un monitoraggio completo della gestione del FIS (Fondo Integrazione Salariale), introdotto in sostituzione della Cassa in deroga: dovrebbe proteggere i lavoratori di imprese prevalentemente piccole e piccolissime (da 5 a 15 dipendenti), che non sono tutelati da altri strumenti. Questa situazione è difficile da quantificare, ma più in generale la riduzione è consistente e il distretto del metalmeccanico lecchese, il più importante della Provincia, sembra rispecchiarsi nella ripresa, evidenziando un calo strutturale della richiesta di cassa».

In questo senso, il calo (considerando il quadrimestre) è pari a -70,8%, anche se era al -73,9% nel primo trimestre 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Merita un approfondimento, invece, il dato eclatante relativo alla cassa ordinaria nel paragone tra aprile e marzo di quest’anno: un +6.271,4% che il segretario generale Uil spiega ricercandone le cause nella flessibilità e nel brevissimo termine del mercato attuale. «Ormai il mercato registra regolarmente dal punto di vista delle commesse variazioni davvero consistente che influenzano pesantemente l’attività d’impresa. E’ un mercato molto flessibile che porta alcune aziende a lavorare per un mese e a bloccare l’attività nel mese successivo. La cassa ordinaria, in questo senso, ne risente parecchio.

E comunque queste variazioni mensili dimostrano che ormai siamo nel mercato globale, dove una semplice variabile può far esplodere la richiesta di cassa in questo modo. Anche per il settore metalmeccanico le fluttuazioni sono determinate da un mercato non più stabile ma soggetto a continue oscillazioni e dipendente dal mercato internazionale».

Il dato più importante, comunque, è quello legato alla ripresa. «Dal 2015 a oggi la richiesta è continuamente calata, anche se il dato macro deve far riflettere: cresciamo dell’1% tendenziale del Pil, ma l’Europa cresce molto più fretta. Quindi c’è ancora tanto da fare. La ripresa economica è stabile sul Lario, soprattutto per quanto riguarda le aziende lecchesi. Ma il numero di lavoratori in cassa integrazione resta alto (Como 2.536; Lecco 884) e ciò dimostra ancora una volta l’importanza degli ammortizzatori sociali. E’ opportuno un intervento legislativo del governo improntato ad allungare la durata degli stessi ed è indispensabile sostenere la domanda interna con politiche economiche espansive».

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