Lecco. Blitz antidroga   Preso uno dei latitanti
Il fotogramma di uno degli arresti dell’altra mattina

Lecco. Blitz antidroga

Preso uno dei latitanti

Stava tornando dal Marocco, è stato fermato la scorsa notte a bordo di una nave a Civitavecchia. All’appello ora mancano altri due pusher

Non è andato molto lontano, uno dei presunti pusher accusati del vasto giro di droga tra il Lecchese, la Brianza e il Comasco stroncato l’altra mattina dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura cittadina dopo quasi due anni di indagini.

Delle nove ordinanze di custodia emesse dal giudice delle indagini preliminari del Tribinale di Lecco, ne erano state eseguite sei, con tre supposti spacciatori uccel di bosco che i poliziotti stavano - e stanno ancora - attivamente ricercando.

Uno è stato fermato all’una e mezza della scorsa notte dalla Polizia di frontiera di Civitavecchia, si tratta di un marocchino di 23 anni sottoposto agli obblighi di dimora nel Comune di Rogeno ma in realtà datosi alla macchia prima che scattasse il blitz.

Grazie alla segnalazione di ricerca di tutti i latitanti inserita nella banca dati telematica dalla Mobile, tutte le forze dell’ordine erano state allertate per l’individuazione e la cattura dei tre destinatari dei provvedimento restrittivi mancanti all’appello.

Al giovane, che rientrava in Italia dal Marocco, è stato bloccato mentre scendeva dalla nave attraccata a Civitavecchia.

All’appello, dunque, ora mancano solo due persone, una delle quali Younes El Khoulti dello Ronni, 30 anni, ha dato il nome all’operazione di polizia.

Non soltanto lo spaccio in boschi o parcheggi isolati, quello che le indagini della Squadra Mobile di Lecco ha rivelato è che ora la droga viene consegnata anche a domicilio. Lecco, Molteno, Civate, Annone, Nibionno, Oggiono, Valmadrera, Bosisio e Garbagnate, ma anche Merone, Orsenigo, Alzate, Albavilla e Erba nel Comasco: sono questi i luoghi dove operava la banda sgominata l’altra mattina al termine di un’indagine che ha preso avvio nel 2016 grazie ad una fonte confidenziale.

Nell’arco di questi mesi, gli investigatori della Polizia di Stato sono riusciti a documentare oltre tremila cessioni di cocaina ed eroina, per un valore di 120mila euro, identificando mille consumatori.

«Quest’indagine – ha spiegato ai giornalisti il dirigente della Squadra Mobile Danilo Di Laura – ha riguardato anche persone esperti e radicati. Ronni e i suoi fratelli (Lahcen, 27 anni, e A zdine El Kholti 54, entrambi arrestati, ndr) sono presenti sul territorio da tanto tempo e ruotano in più gruppi. Sono considerati dai consumatori come spacciatori affidabili. Ci troviamo di fronte a organizzazioni molto “fluide” e in continua trasformazione, con componenti spesso intercambiabili, in grado di dare continuità all’attività spaccio anche quando qualcuno di loro torna in Marocco».

Tra le caratteristiche di questa banda di pusher il metodo utilizzato per rifornire i clienti: accanto al sistema del call center, una serie di numeri di telefono a disposizione del banda per gestire il servizio di spaccio 24 ore su 24, proprio la consegna a domicilio dello stupefacente: «Erano molto versatili nelle loro competenze – aveva detto ancora Di Laura . Si alternavano nella ricezione delle chiamate degli acquirenti e utilizzavano vetture sempre diverse per gli spostamenti. Infatti avevano a disposizione un parco macchine, spesso intestate a prestanomi o date in uso da tossicodipendenti in cambio di dosi, con cui effettuavano le consegne a domicilio. Così si rendevano difficilmente identificabili e monitorabili».


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