Lecco. Bene l’occupazione   Numeri superiori al pre Covid

Lecco. Bene l’occupazione

Numeri superiori al pre Covid

Lavoro: il saldo tra assunzioni e licenziamenti a più 1900, ma crescono soprattutto i contratti a tempo determinato - Il 42,3% sul totale delle “attivazioni” riguarda donne

Il mercato del lavoro cresce insieme all’economia territoriale, nonostante i problemi incontrati in questa uscita dalla pandemia prevalentemente per le quotazioni e la disponibilità delle materie prime.

Il report elaborato dalla Provincia di Lecco sui dati sulle comunicazioni obbligatorie effettuate nel 1° semestre 2021 ha permesso di evidenziare un miglioramento rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. Va da sé che il termine di riferimento (quello caratterizzato dal periodo più drammatico della pandemia) agevola non poco l’ottenimento di una risultanza positiva. Nei primi sei mesi del 2020, il saldo tra avviamenti e cessazioni dei rapporti di lavoro era stato negativo (-570 unità).

Da gennaio a giugno 2021, però, il valore positivo (+1.932 unità) ha raggiunto i livelli precedenti la crisi, considerato il fatto che nel primo semestre 2019 ci si era attestati su un saldo pari a +1.905.

Il miglioramento rilevato nella prima metà di quest’anno rappresenta un dato ancora più significativo se si considerano le risultanze del secondo semestre dello scorso anno, che si era chiuso con uno scarto positivo di 1.438 unità. Ci sono però anche elementi sui quali serve fare una riflessione. «I dati – ha chiarito infatti il settore Lavoro e Centri per l’impiego, guidato da Cristina Pagano - evidenziano una difficoltà a inserirsi stabilmente nel mercato del lavoro, acuita dai problemi affrontati dagli imprenditori nel periodo pandemico e dalle incognite sull’andamento dei mercati. Infatti, nell’ambito delle attivazioni di contratti a tempo determinato, le proroghe rappresentano una componente significativa (5.233 unità nel 1° semestre 2021, rispetto alle 3.988 proroghe registrate nell’analogo periodo del 2019), mentre nello stesso periodo le trasformazioni di contratti da tempo determinato a indeterminato sono crollate da 1.654 a 900 unità».

Da un lato, i contratti a tempo indeterminato rappresentano il 23% delle attivazioni registrate nel primo semestre del 2021 e non sono ancora tornati ai livelli pre Covid, visto che nei primi sei mesi del 2019 superavano di poco il 26% delle attivazioni. Dall’altro, i contratti a tempo determinato continuano a rappresentare la principale tipologia di assunzione (51% sul totale delle attivazioni) e i contratti di somministrazione attivati dalle agenzie per il lavoro hanno raggiunto il valore più alto in sede storica (3.661 attivazioni nei primi sei mesi del 2021, pari al 20,8% del totale).

In calo i contratti di apprendistato, che dovrebbero rappresentare la principale via di accesso dei giovani al lavoro, ma costituiscono meno del 4% delle attivazioni.

Focus anche sul mercato del lavoro femminile, che «fa segnare una discreta performance (il 42,3% sul totale delle attivazioni nei primi sei mesi 2021), anche se a livelli ancora inferiori ai semestri precedenti (nel secondo semestre 2020 il valore aveva raggiunto il picco del 50,9%)»; e su quello dei giovani under 30, «che rappresenta il 41,5% delle attivazioni di contratti nel primo semestre 2021, emerge una leggera crescita rispetto ai livelli pre Covid. Quasi la metà delle attivazioni di under 30 (3.562 su un totale di 7.309) riguarda la fascia d’età tra 20 e 24 anni, mentre la fascia tra i 15 e i 19 anni risulta più residuale (1.011 attivazioni)».

In merito ai flussi settoriali, i dati delle comunicazioni obbligatorie confermano la centralità del settore manifatturiero nel Lecchese: circa 3 attivazioni su 10 sono riferite al comparto industriale e il saldo tra avviamenti e cessazioni nel 1° semestre 2021 fa segnare un saldo positivo, pari a + 1.331 unità.


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