Lecco: anche l’acciaio   punta sul riciclo
Il settore siderurgico è tra i più importanti nel tessuto economico lecchese

Lecco: anche l’acciaio

punta sul riciclo

Dibattito sulla siderurgia che si sta rimodellando trasformandosi da industria pesante a “pensante” - Beri, proprietario della Ita di Calolzio: «Una nuova mentalità fondamentale per una visione eco sostenibile»

Di “rottame in 4D” e riciclo della materia prima siderurgica si è discusso nell’incontro che nei giorni scorsi ha riunito anche imprenditori lariani al centro congressi del Palazzo delle Stelline, a Milano. Scopo dell’incontro organizzato da Siderweb e dal consorzio Ricrea e dedicato a produttori di acciaio, commercianti di rottame e all’intera filiera del recupero è stato quello di fare il punto sul comparto nazionale del riciclo di rottame, che in Italia conta oltre mille attività, ed è «strategico soprattutto nello sviluppo dell’economia circolare, perché – hanno spiegato gli organizzatori – oltre al recupero di materia prima per la siderurgia per oltre 12 milioni di tonnellate, consente di risparmiare risorse naturali, ridurre l’inquinamento e impedire l’accumulo di rifiuti altrimenti smaltiti in discarica».

Cresce la domanda di materie prime di qualità, in un mercato che ormai a livello globale richiede sempre più produzioni a basso impatto ambientale. Una dinamica che riguarda anche la trasformazione dei rottami, da sempre primaria nella produzione siderurgica. A ricordare come tutte le aziende stiano acquistando “per virtù e in alcuni casi per necessità una maggior sensibilità ambientale” è stato il direttore generale di Ricrea Federico Fusari.

«La siderurgia si sta rimodellando, trasformandosi da industria “pesante” a industria “pensante”. Ne è un esempio la sua capacità di recuperare risorse dai propri scarti e di produrre acciaio dal rottame - ha dichiarato in apertura Emanuele Morandi, presidente di Siderweb -. L’Italia dell’acciaio è leader in tema di economia circolare ma spesso ci dimentichiamo di farlo sapere e di raccontarlo».

Nei dati, nel 2018 il 78,6% dei contenitori in acciaio immessi nel sistema viene da riciclo, con l’obiettivo dell’80% al 2030, ha ricordato Fusari.

Oggi la disponibilità globale di rottame conta 700 milioni di tonnellate, stimate in crescita a 1,1 miliardi di tonnellate nel 2030, con la Cina grande protagonista.

Gianfranco Tosini dell’Ufficio Studi Siderweb ha spiegato che «la produzione di acciaio con forno elettrico passerà dagli attuali 520 milioni di tonnellate a 733 milioni di tonnellate nel 2030, con un’incidenza sulla produzione totale che salirà dal 28,8% al 38,4%”. Da qui gli aumenti stimati al 2030.

Il tema tocca anche la sensibilità di Ita, azienda meccanica di Calolziocorte di proprietà di Andrea Beri, coordinatore del Distretto Metalmeccanico Lecchese, che ha presentato con un partner un progetto europeo di ricerca sul reimpiego di scarti siderurgici sviluppato con il Cnr di Lecco.

«Il riciclo nella siderurgia è un tema di primo piano anche per il nostro territorio – ci dice Beri -, con un proprio slogan da una paio d’anni Federacciai ricorda che l’acciaio è eterno in quanto sempre rinnovabile. E’ una mentalità fondamentale per una visione eco sostenibile sull’acciaio di domani». E a proposito del ruolo della produzione di acciaio con forno elettrico Beri sottolinea che «a Lecco Caleotto era un’acciaieria da forno elettrico, e l’abbiamo fatta chiudere. Se avessimo avuto ancora a Lecco quella produzione avremmo accusato di meno l’impatto della crisi. Spesso l’industria diventa impopolare e purtroppo poi la si rimpiange».


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