Lecco. «Addio alla Sae        Un pezzo di storia dell’industria»
Un gruppo di dipendenti della Sae, durante una pausa di lavoro. Ad Acquate l’impresa occupava 1500 dipendenti. A ricordo della storia è stato eretto un monumento in via Monte Grappa

Lecco. «Addio alla Sae

Un pezzo di storia dell’industria»

Bonacina: la demolizione della prova pali al Garabuso

I ricordi dei tanti che lavorarono nella grande azienda

Della grande Società anonima elettrificazione, Sae, che negli anni Sessanta aveva 1.500 dipendenti resta solo il monumento inaugurato nel giugno del 2012 in viale Montegrappa.

Iniziativa nata dall’associazione Sae Lecco club, costituita per promuovere attività di carattere solidale, culturale, sportivo, ricreativo e turistico finalizzate anche alla memoria e alla divulgazione della storia dell’azienda che ha contribuito alla crescita economica di tutta il territorio, e al trasferimento di importanti tecnologie e competenze.

Abbattuta nei giorni scorsi la vecchia stazione per la prova meccanica dei tralicci in scala reale al Garabuso, in piazzetta Guerrazzi «se ne vanno le testimonianze della grande azienda. Là dove ora c’è la sede dell’unione artigiani ampliata e rimessa a nuovo prima c’era no gli uffici tecnici per la gestione della stazione di prova pali. La Sae è stata una grande azienda, ricordo che nel settembre del 1957 sette tecnici lecchesi andarono in Australia per lavorare ad un importante progetto - racconta Aloisio Bonfanti , storico lecchese -. Tre giorni di viaggio tra aereo e nave, e quando dovevano telefonare a casa chiamavano un numero a Londra che raccoglieva i loro messaggi, poi un addetto chiamava Lecco inoltrando quanto avevano detto, non essendoci un collegamento diretto».

Al Garabuso ora nascerà un insediamento residenziale, ma sparirà per sempre una parte della storia di Lecco.

L’area che di proprietà della Sae fu una casa colonica con fucina, poi passò alla famiglia Rusconi di Acquate che aggiunse all’edificio esistente due nuovi fabbricati, un molino da grano ad acqua e un vasto filatoio ad acqua. Nel 1884 il complesso venne acquistato dalla famiglia Cima, imprenditori già proprietari di una cartiera nel vicino rione di Bonacina, così anche il complesso del Garabuso fu trasformato in una cartiera.

«Quando sono iniziate a sorgere i condomini di viale Montegrappa è nata l’idea di realizzare il monumento per lasciare una testimonianza alle future generazioni – spiega Angelo Fontana , ex dipendente Sae e tra i fondatori dell’associazione Sae Lecco club -. Future generazioni che altrimenti rischierebbero di non sapere che nei decenni passati al posto delle case c’era una grande azienda che ha dato lavoro a parecchie persone. Il monumento è una testimonianza importante per ricordare. Ogni anno come ex dipendenti Sae ci ritroviamo per un pranzo e un momento di ricordi. Adesso che hanno abbattuto la vecchia stazione per la prova meccanica dei tralicci in scala reale al Garabuso, resta solo il monumento di viale Montegrappa, e restano i ricordi della nostra generazione che cerchiamo di tramandare ai giovani».

Negli anni Sessanta e Settanta con il boom economico, grazie anche all’introduzione del calcolo automatico con l’elaboratore elettronico, Sae riesce a ridurre i tempi di calcolo, ottimizzare i progetti e gestire in modo automatico la fornitura dei materiali e le tempistiche di montaggio delle linee.

Allo stesso tempo le fabbriche iniziavano ad espandersi dotandosi delle più aggiornate tecnologie produttive in gran parte sviluppate internamente e di un controllo della qualità tra i più avanzati del tempo. Il risultato è un aumento della competitività e miglioramento della qualità del prodotto che permette alla società di conquistare nuovi mercati in America del Nord, Iraq, Malesia, Africa.

Sparito pure lo stabilimento di Acquate, nel 1992 la Sae termina il programma di dismissione, nel 1993 cominciano le prime opere di realizzazione di edifici in edilizia convenzionata.


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